sabato 20 maggio 2017

Serata Pubblica di SABATO 20 MAGGIO 2017 - ANNULLATA PER INSTABILITA' METEO

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Serata Pubblica di SABATO 20 MAGGIO 2017 - ANNULLATA PER INSTABILITA' METEO

Purtroppo le condizioni meteo di oggi non consentono un'adeguato svolgimento della serata di apertura dell'osservatorio pertanto è più corretto e consigliabile ANNULLARE questo appuntamento confidando che le condizioni che troveremo nelle prossime serate in calendario siano più propizie.

Mentre la volta scorsa il vento aveva influenzato le decisioni ma non ha impedito di svolgere la prima apertura, oggi non dipendiamo solo dal vento e quindi non ha molto senso proporre a chiunque di salire sul crinale con il rischio molto elevato di non poter osservare nulla.

Continuate a seguirci e non disperate... il cielo stellato saprà ripagarvi della vostra pazienza così come ha già fatto altre volte.

La prossima serata di apertura al pubblico, a questo punto, si terrà sabato 24 giugno 2017 dalle 21:30 alle 23:30 con il "Pozzi Day, Giove e Saturno"... 



sabato 13 maggio 2017

Aggiornamento meteo per la riapertura dell'osservatorio astronomico di Monteromano

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ATTENZIONE!

Come sapete questa sera è prevista la riapertura dell'osservatorio astronomico di Monteromano, dalle 21 alle 23, per l'attesissimo evento "Giove e alba di Luna con Saturno".
Abbiamo un importante aggiornamento meteo che vogliamo condividere con voi: è previsto vento costante durante tutta la serata, vento che dovrebbe attestarsi intorno ai 30 km/h con raffiche anche maggiori.

Ci sembrava giusto avvisarvi, anche perché a tali condizioni il programma della serata potrebbe subire alcune variazioni in ragione del vento (es. proiezioni in sala panoramica anziché all'aperto; spiegazione del cielo all'aperto per un tempo ridotto; possibile assenza della strumentazione dei soci sul piazzale). Le osservazioni saranno invece regolarmente condotte con il grande telescopio DIEMME all'interno della cupola.

Meteogramma con riferimento al vento: la parte cerchiata ed evidenziata in rosso, rappresenta il vento previsto per la serata!

FONDAMENTALE, per chi decidesse di salire, è un abbigliamento "a cipolla" per evitare di patire il vento che, a quelle velocità, può essere davvero molto fastidioso!
Per il resto, la serata è comunque confermata e si terrà regolarmente agli orari indicati, dalle 21 alle 23.

Per chi decidesse di non salire, vi ricordiamo che l'osservatorio aprirà al pubblico anche il prossimo sabato, per l'appuntamento "Il cielo di primavera", sperando in un vento più clemente!

Per chi salirà comunque, ci vediamo stasera, dalle 21 alle 23!

Per maggiori informazioni, potete consultare anche la pagina dell'evento: https://www.facebook.com/events/104255640134991/

mercoledì 3 maggio 2017

Cambiano le definizioni dell'astronomia meteorica!

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Riceviamo e riportiamo il testo ufficiale delle modifiche recentissime riguardanti le definizioni di alcuni fondamentali termini inerenti le meteore effettuate dalla Commissione F1 dell'Unione Astronomica Internazionale.
Il testo ufficiale è in lingua inglese; in calce troverete anche le nostra traduzione -non ufficiale!- in italiano.

"Definitions of terms in meteor astronomy

Commission F1 of the International Astronomical Union (IAU), recognizing that

- there is persisting confusion about the correct usage of terms related to meteor astronomy in scientific literature and among the general public and that

- the “basic definitions in meteoric astronomy” adopted at the IAU General Assembly in 1961 do not correspond to the current state of knowledge

approved the following definitions, explanatory remarks, and comments concerning the terms to be used in meteor astronomy:

The definitions of fundamental terms

Meteor is the light and associated physical phenomena (heat, shock, ionization),
which result from the high speed entry of a solid object from space into a gaseous atmosphere.

Meteoroid is a solid natural object of a size roughly between 30 micrometers and 1 meter moving in, or coming from, interplanetary space.

Dust (interplanetary) is finely divided solid matter, with particle sizes in general smaller than meteoroids, moving in, or coming from, interplanetary space.

Meteorite is any natural solid object that survived the meteor phase in a gaseous atmosphere without being completely vaporized.

Meteoric smoke is solid matter that has condensed in a gaseous atmosphere from material vaporized during the meteor phase.

The explanatory remarks, comments and secondary definitions (in bold)

Remarks to meteor

  •  The meteor phenomenon can be caused by a meteoroid, an asteroid, a comet or any solid matter with the appropriate combination of velocity, mass and mean-free-path in a planetary atmosphere.
  •  Meteors can occur on any planet or moon having a sufficiently dense atmosphere.
  • The radiation phenomenon accompanying a direct meteoroid hit of the surface of a body without an atmosphere is not called a meteor but an impact flash.
  • A meteor brighter than absolute visual magnitude (distance of 100 km) –4 is also termed a bolide or a fireball.
  • A meteor brighter than absolute visual magnitude –17 is also called a superbolide.
  • Meteor train is light or ionization left along the trajectory of the meteor after the meteor has passed.


Remarks to meteoroid


  • "Roughly", because the 1 meter size limit is not a physical boundary; it is set by agreement. There is a continuous population of bodies both smaller and larger than 1 meter. Bodies larger than 1 meter tend to be dominated by asteroidal debris, rather than debris from comets.
  • "Roughly", also because the 30 micrometer size limit is not a physical boundary; it is set by agreement. There is a continuous population of bodies both smaller and larger than 30 micrometers. Bodies smaller than 30 micrometers, however, tend to radiate heat away well and not to vaporize during an atmospheric entry.
  • In the context of meteor observations, any object causing a meteor can be termed a meteoroid, irrespective of size.
  • Meteoroid stream is a group of meteoroids which have similar orbits and a common origin. Meteor shower is a group of meteors produced by meteoroids of the same meteoroid stream.


Remarks to dust (interplanetary)


  • Dust in the solar system is observed e.g. as the zodiacal dust cloud, including zodiacal dust bands, and cometary dust tails. In such contexts the term "dust" is not reserved for solid matter smaller than about 30 micron; the zodiacal dust cloud and cometary dust trails contain larger particles that can also be called meteoroids.
  • Small dust particles do not give rise to the meteor phenomenon when they enter planetary atmospheres. Being heated below the melting point, they sediment to the ground more or less unaffected. When collected in the atmosphere, they are called interplanetary dust particles (IDP’s). When in interplanetary space, they are simply called dust particles. The term micrometeoroid is discouraged.
  • Small (typically micron-size) non-vaporized remnants of ablating meteoroids can be called meteoritic dust. They can be observed e.g. as dust trails in the atmosphere after the passage of a bolide.


Remarks to meteorite


  • A meteoroid in the atmosphere becomes a meteorite after the ablation stops and the object continues on dark flight to the ground.
  • A meteorite smaller than 1 millimeter can be called a micrometeorite. Micrometeorites do not have the typical structure of a fresh meteorite – unaffected interior and fusion crust.
  • Foreign objects on the surfaces of atmosphereless bodies are not called meteorites (i.e. there is no meteorite without a meteor). They can be called impact debris.


Remark to meteoric smoke


  • The size of meteoric smoke particles (MSP’s) is typically in the sub-100 nm range.


This document was approved by the majority of members of IAU Commission F1 participating in the electronic voting completed on April 30, 2017."



Traduzione in italiano non ufficiale

"Definizioni dei termini nell'astronomia meteorica

La Commissione F1 dell'Unione Astronomica Internazionale (UAI), riconoscendo che

- c'è una persistente confusione riguardo il corretto utilizzo dei termini correlati all'astronomia meteorica nella letteratura scientifica ed in generale tra il pubblico e che

- il “definizioni base in astronomia meteorica" adottate dall'Assemblea Generale UAI nel 1961 non corrispondono più all'attuale stato delle conoscenze

ha approvato le seguenti definizioni, note esplicative e commenti riguardanti i termini da utilizzare nell'astronomia meteorica:

Le definizioni dei termini fondamentali

Meteora è la luce ed i fenomeni fisici ad essa associati (surriscaldamento, impatto, ionizzazione),
che risultano dall'ingresso ad alta velocità di un oggetto solido proveniente dallo spazio in un'atmosfera gassosa.

Meteoroide è un oggetto naturale solido di una grandezza approssimativamente tra i 30 micrometri ed 1 metro che si muove nello/proviene dallo spazio interplanetario.

Polvere (interplanetaria) è materia solida finemente separata, composta da particelle di taglia generalmente inferiore a quella dei meteoroidi, che si muove nello/proviene dallo spazio interplanetario.

Meteorite è ogni oggetto solido naturale che è sopravvissuto alla fase da meteora in un'atmosfera gassosa senza essere stato completamente vaporizzato.

Fumo meteorico è un materiale solido proveniente da materiale vaporizzato durante la fase di meteora che si è condensato in un'atmosfera gassosa.

Le note esplicative, i commenti e le definizioni secondarie (in grassetto)

Note esplicative a meteora

  •  Il fenomeno della meteora può essere causato da un meteoroide, da un asteroide, da una cometa o da qualsiasi oggetto solido con le appropriate combinazioni di velocità, massa ed il cammino libero medio in un'atmosfera planetaria.
  •  Le meteore possono avvenire in ogni pianeta o luna aventi un'atmosfera sufficientemente densa.
  • Il fenomeno di radiazione che si accompagna ad un impatto diretto di un meteoroide sulla superficie di un corpo privo di atmosfera non è chiamato meteora ma flash da impatto.
  • Una meteora più luminosa rispetto alla magnitudine assoluta visuale (distanza di 100 km) di –4 è anche chiamata bolide o fireball.
  • Una meteora meteor più luminosa rispetto alla magnitudine assoluta visuale –17 è anche chiamata superbolide.
  • La scia della meteora è la luce o la ionizzazione lasciata lungo la traiettoria delle meteora dopo che questa è esaurita.


Note esplicative a meteoroide


  • "Approssimativamente", perché il limite di 1 metro di dimensioni non è un limite fisico; è fissato convenzionalmente. C'è una costante quantità di corpi sia più piccoli che più grandi di 1 metro. Corpi più grandi di 1 metro tendono ad essere prevalente tra i detriti asteroidali, piuttosto che tra i detriti cometari.
  • "Approssimativamente", anche perché il limite di 30 micrometri di dimensione non è un limite fisico; è fissato convenzionalmente. C'è una  costante popolazione di corpi sia più piccoli sia più grandi di 30 micrometri. I corpi più piccoli di 30 micrometri, ad ogni modo, tendono ad irradiare bene il calore e a non vaporizzarsi durante un ingresso atmosferico.
  • Nel campo delle osservazioni meteoriche, ogni oggetto da cui scaturisce una meteora può essere classificato come meteoroide, qualsiasi taglia abbia.
  • Sciame di meteoroidi è un gruppo di meteoroidi che hanno orbite similari ed origine comune. Sciame meteorico è un gruppo di meteore prodotte da dei meteoroidi provenienti dal medesimo sciame di meteoridi.


Note esplicative a polvere (interplanetaria)


  • Nel sistema solare la polvere è rilevata ad esempio come la nube di polvere zodiacale, che include le bande di polvere zodiacale, e le code di polvere cometaria. In tale contesto il termino "polvere" non è riservato alla materia solida più piccola di circa 30 micron; la nube di polvere zodiacale e le code di polvere cometaria contengono particelle più grandi che possono anche essere chiamate meteoroidi.
  • Le piccole particelle di polvere non danno origine al fenomeno della meteora quando entrano nelle atmosfere planetarie. Essendo surriscaldate al di sotto del punto di fusione, si sedimentano al suolo più o meno inalterate. Quando sono all'interno dell'atmosfera, sono quamate particelle di polvere interplanetaria (IDP's -in inglese-). Quando si trovano nello spazio interplanetario, sono semplicemente chiamate particelle di polvere. L'uso del termine micrometeoroide è sconsigliato.
  • Piccoli (normalmente di dimensioni di micron) resti non vaporizzati di meteoroidi in ablazione possono essere chiamati polvere meteoritica. Possono essere ad esempio osservati quali code di polvere nell'atmosfera dopo il passaggio di un bolide.


Note esplicative a meteorite


  • Un meteoroide nell'atmosfera diviene un meteorite dopo che il processo di ablazione si ferma e l'oggetto continua un volo non luminoso verso il suolo.
  • Un meteorite più piccolo di 1 millimetro può essere chiamato micrometeorite. I micrometeoriti non hanno la tipica struttura di un meteorite raffreddatosi - una zona interna inalterata e una crosta superficiale fusa.
  • Oggetti estranei sulla superficie di corpi privi di atmosfera non sono chiamati meteoriti (cioè non c'è un meteorite senza una meteora). Possono essere chiamati detriti da impatto.


Note esplicative a fumo meteorico


  • La taglia delle particelle di fumo meteorico (MSP’s -in inglese-) è tipicamente al di sotto dei 100 nanometri.


Questo documento è stato approvato dalla maggioranza dei membri della Commissione F1 dell'Unione Astronomica Internazionale partecipanti alle votazioni elettroniche compiutesi il 30 aprile 2017".

martedì 7 febbraio 2017

Da gigante rossa a nebulosa planetaria

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Una nuova immagine dell'HST, ancora brillantemente in attività in attesa che un nuovo telescopio spaziale possa rimpiazzarlo, ci ha regalato una anticipazione su cosa succederà da queste parti fra circa 5 miliardi di anni!

Sappiamo infatti che il nostro sole uscirà un giorno dalla fase di sequenza principale, trasformandosi in una gigante rossa: l'espansione della nostra stella sarà dovuta al cambiamento delle modalità della fusione nucleare nel suo nucleo, con aumento di pressione e temperatura, e conseguente espansione e raffreddamento degli strati superficiali del Sole.

Sappiamo anche che la nostra stella produrrà una nebulosa planetaria, cioè una sfera di gas che si allontanerà dalla stella  a velocità di diversi  km al secondo come possiamo vedere al telescopio con certi oggetti del profondo cielo, come M57 nella lira e M27 nella costellazione della Volpetta.

Nella foto vedete il momento preciso di questo passaggio, catturato dal sensore dell'Hubble Space Telescope: si chiama Calabash Nebula, e si trova nella costellazione della Poppa a circa 5.000 anni luce da noi. La stella sta attraversando una rapida trasformazione da una gigante rossa ad una nebulosa planetaria, e sta soffiando i suoi strati esterni di gas e polveri fuori nello spazio circostante. In realtà vi ricordo che stava facendo ciò circa 5.000 anni fa!

 Il materiale espulso viene lanciato in direzioni opposte con immensa velocità - si pensa che il gas in giallo si sta muovendo a quasi un milione di chilometri all'ora!

E' difficilissimo catturare una stella in questa fase della sua evoluzione perché l'evento si verifica in un batter d'occhio, ragionando in termini astronomici. Nel corso dei prossimi mille anni si prevede che la nebulosa evolverà in una nebulosa planetaria a pieno titolo, un nuovo oggetto del profondo cielo per le generazioni future?

Una curiosità: la nebulosa è anche conosciuta come la nebulosa dell'uovo marcio, perché le analisi spettroscopiche indicano una grande abbondanza di zolfo e quindi, se ci trovassimo sul posto, l'odore della stella sarebbe proprio come quello generato da un gigantesco, e spettacolare, uovo marcio!

***

giovedì 12 gennaio 2017

ANNULLATA SERANTARES GENNAIO 2017

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ATTENZIONE

a causa dell'indisponibilità dell'Aula Magna dei Liceo di Lugo l'evento in questione, previsto per venerdì 13 gennaio 2017, è stato ANNULLATO.

Per cortesia, aiutateci a diffondere la notizia in modo che nessuno si presenti invano al Liceo di Lugo domani sera!

Lasciamo in allegato a questo post la locandina con i prossimi appuntamenti con le Serantares, da febbraio a maggio.



Ci vediamo il 10 febbraio per il prossimo appuntamento con le Serantares!

A presto, e cieli sereni!

martedì 3 gennaio 2017

Il cielo del mese di gennaio 2017... SI TRASFERISCE!

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Esatto! Come recita il titolo, abbiamo una comunicazione di servizio per quanto riguarda la nostra "presenza online": ci siamo infatti trasferiti, con alcuni dei temi abitualmente trattati qui, sul nostro nuovo sito internet www.osservatorioastronomico.info, con una rinnovata veste grafica ed uno spazio per varie rubriche astronomiche con cadenza fissa tra le quali, appunto, il nostro "Il cielo del mese", che da adesso in avanti potete trovare qui: http://osservatorioastronomico.info/post.php?tipo=post&id=21 

Il blog invece tornerà ad avere quella che era la sua natura originaria: un posto dove raccontare le novità astronomiche e sull'associazione astrofili Antares mano a mano che emergeranno...

Per cui, veniteci a trovare sul nostro nuovo sito, e tornate di volta in volta per seguire le nostre rubriche vecchie e nuove: troverete tutto a questo indirizzo http://osservatorioastronomico.info/ sotto la sezione "Rubriche", dove potrete trovare anche le nuove sezioni dedicate a: "Oggetto di Messier del mese", "Costellazione del mese" e "Pillola astronomica del mese". 

Vi invitiamo dunque a visitare il nostro nuovo sito e a non perdere mai d'occhio il nostro blog, per rimanere sempre a contatto con noi e con il mondo dell'astronomia!

A presto, e cieli sereni a tutti quanti voi!



martedì 13 dicembre 2016

Cronache di una notte in osservatorio

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Dicono che le cose più belle avvengono per caso.

Sinceramente non so se questa generalizzazione sia valida, ma se dovessi giudicare sulla base di quello che è successo lo scorso giovedì, probabilmente direi che è verissima!

Erano quasi due mesi che per un motivo o per un altro non riuscivo più a guardare il cielo al telescopio, e questo naturalmente mi dispiaceva molto: d'altronde, avendo molto da studiare e un cielo autunnale poco collaborativo, tanto valeva mettersi il cuore in pace.
Così mi apprestavo a trascorrere un'altra serata come tante altre, quando sento vibrare il telefono: era una notifica di un tag su Facebook da parte di un'amica, sotto uno status del fotografo Luca Concas che chiedeva lumi sulle condizioni meteo di Monteromano. Un po' pessimista (in pianura la temperatura era prossima allo 0 con una nebbia fittissima), ma spinto dal desiderio di rispondergli, mi sono collegato con la webcam e la stazione meteo dell'osservatorio e, con mia immensa sorpresa, ho scoperto che lassù c'erano quasi 10 gradi, con solo 35% di tasso di umidità in progressiva diminuzione e niente vento. La cosa che mi ha fatto definitivamente scattare sulla sedia è stato però che proprio in quel momento attraverso la webcam si è visto passare luminosissimo un satellite artificiale, a nord-ovest: insomma, il cielo appariva davvero limpidissimo. 

Il "cannone" comodamente steso a riposare nella mia auto: non poteva
immaginare a cosa stava per andare incontro!
Così in un lampo un'idea ha fatto capolino nella mia testa: -tempo di mangiare una pizza al volo, e volo dritto in osservatorio!-

Per cui alle 21:30, caricata l'auto e vestitomi di tutto punto, sono partito alla volta di Monteromano, inghiottito dalla nebbia di Lugo, che mi ha accompagnato fino alle porte di Brisighella (e che pochi metri dopo Errano ha causato un grosso incidente stradale che mi ha costretto a fare un giro alternativo a dir poco "avventuroso"). Ad ogni modo, come per magia alle porte di Brisighella la nebbia scompariva nel nulla lasciando spazio a un cielo limpidissimo illuminato da una luna quasi al 70% di pienezza, e quando alle 23:10 finalmente riesco ad arrivare in cima all'osservatorio, mi rendo conto che raggiungerlo è stata una scelta fantastica: le luci della pianura sono quasi tutte oscurate dalla nebbia, e all'orizzonte si riescono a intravedere stelle molto più in basso rispetto al solito, grazie al minore inquinamento luminoso artificiale.

In 10 minuti scarico il telescopio dall'auto e mi appresto a dare il via alla serata osservativa: in origine avrei voluto iniziare da Urano, ma la Luna così luminosa nella vicina costellazione della Balena mi ha convinto a desistere dall'osservazione. Senza nessun pianeta a disposizione e con tutta quella luce lunare, ho deciso di passare un po' di tempo proprio sul nostro satellite naturale: molto ben evidenti il Mare Vaporum, il Mare Serenitatis e quel Mare Tranquillitatis dove per la prima volta degli uomini misero piede con la missione Apollo 11, e in penombra una piccola porzione di Mare Imbrium, dal quale sbucava la bella catena montuosa detta Montes Apenninus (e mi pare giusto, visto che prorio dall'Appennino conducevo le mie osservazioni!) saltando da un grande cratere ad un altro: Eratosthenes, Aristhoteles, Copernicus, Archimedes e, più verso est, il grande Ptolemaeus.
Purtroppo non avendo un filtro lunare, dopo una quindicina di minuti di osservazioni mi sono reso conto che gli occhi iniziavano a dolermi, e mi sono costretto a fare una pausa per preservare la vista. Così, mi sono ritrovato a studiare un attimo il cielo od occhio nudo: allo zenith, svettavano la bellissima costellazione di Perseo e la grande costellazione dell'Auriga, con la brillante "Capella" a fare da regina; verso ovest, dirette al tramonto, la grande costellazione di Pegaso e quella di Andromeda, mentre verso sud est già iniziavano ad essere parecchio alte le Pleiadi, la costellazione del Toro, e la  mia preferita, la costellazione di Orione. Tutto il "Triangolo invernale" era ben evidente nel cielo: "Betelgeuse" di Orione, "Procione" del Cane Minore e "Sirio" del Cane Maggiore formavano un triangolo quasi equilatero, come sempre nei cieli invernali. Dal canto suo l'Orsa Maggiore puntava dritta verso l'alto, mentre la Stella Polare era sempre fissa al suo posto. Accortomi della posizione della Luna, l'ho immortalata con lo smartphone prima che si abbassasse troppo sull'orizzonte. 

La Luna, tentativo numero 2
La Luna, tentativo numero 1


























Così, aspettando il tramonto della Luna, previsto per l'01:40, mi sono dato da fare mettendomi alla ricerca di stelle doppie, e così ho potuto apprezzare la bella "Delta Cephei", una doppia la cui stella principale appartiene a quella categoria di stelle variabili chiamate "Cefeidi".
Le Pleiadi, come riprese in istantanea
dal mio smartphone!

La tentazione di testare le capacità del mio smartphone era tanta, per cui ho deciso di tentare di fotografare l'ammasso aperto delle Pleiadi inquadrato a bassi ingrandimenti e con campo largo: naturalmente il risultato è stato abbastanza misero, ma era la prima volta che riuscivo a fotografare oggetti diversi dai pianeti o dalla Luna ed ero comunque molto contento.

Così, mentre stavo per girare il telescopio su Sirio per vedere se con 400X sarei riuscito a vedere la nana bianca, ecco un fascio di luce inondare il piazzale: era Luca Concas, accompagnato da Chiara, la sua ragazza, che nel frattempo mi avevano raggiunto armati di macchine fotografiche, pronti a cercare di tirare fuori le sue solite "superfoto". Purtroppo per lui (e per tutti noi), proprio in quel momento iniziava ad alzarsi un vento costante che soffiava tra i 20 e i 35 km/h, non molto salutare per la stabilità della macchina fotografica! Per cui, trovata una posizione il più riparata possibile, entrambi si sono messi di buona lena a fotografare. L'obiettivo dichiarato di Luca era la nebulosa Rosetta, una grande e luminosa nebulosa ad emissione nella costellazione dell'Unicorno, facilmente rinvenibile in cielo in quanto collocata tra le brillanti stelle "Betelgeuse" e "Procione".





La galassia di Andromeda, assieme alle piccole M32 e M110,
 immortalate un anno fa da Luca Concas
Intanto che loro sistemavano tutta l'attrezzatura fotografica, la Luna era oramai scesa sotto l'orizzonte, e finalmente il cielo iniziava via via a scurirsi, lasciando spazio ad una piccola porzione di Via Lattea estiva che dalla costellazione di Cassiopea scendeva a picco sull'orizzonte ad ovest. Così io guardavo subito alla galassia di Andromeda, con le due galassie nane che le orbitano intorno (M32 ed M110), poi mi dirigevo con lo sguardo nella costellazione del Triangolo dove riuscivo a vedere una debole macchiolina: puntata al telescopio si è rivelata la bella galassia Triangolo (M33). 

M42 ed M43, le due più famose nebulose della costellazioni di Orione, in uno scatto di Luca Concas
Finalmente mi decido ad estrarre il filtro nebulare UHC e passo alle nebulose in Orione, vere protagoniste del cielo invernale: M42, la grande nebulosa di Orione, sia col filtro che senza è un vero spettacolo: evidentissimo il cosiddetto trapezio composto da stelle giovanissime formatesi all'interno della nebulosa; con il filtro la nebulosa mostrava un'estensione di molto maggiore, con dei filamenti ben evidenti tutto intorno; subito sopra, anche M43 (Nebulosa de Mairan) era ben distinguibile, mentre non mi è stato possibile scorgere la nebulosa Testa di Cavallo. Incuriosito da Luca, ho portato il telescopio in direzione della Nebulosa Rosetta, e ho fatto bene! Una bella zona di nebulosità diffusa si stagliava davanti ai miei occhi, con al centro un brillante ammasso aperto a tema natalizio (viene infatti chiamato ammasso Albero di Natale) e già pensavo a quanto sarebbe apparsa bella in fotografia, con la sua tipica colorazione rossastra! In effetti non avevo torto, come dimostra l'immagine stessa scattata da Luca.

La Nebulosa Rosetta (NGC2237), immortalata da Luca Concas
Intanto io, avendo ancora il filtro nebulare inserito, non rinunciavo certamente a proseguire il mio mini tour delle nebulose, passando dalla carinissima Nebulosa Palla di neve (NGC7662), proseguendo per la debolissima nebulosa Eskimo Clown (NGC2392) nei Gemelli e sostando a lungo su M97, la nebulosa Gufo, di cui si vedevano bene gli "occhioni" rapaci. Per ultima ho lasciato M1, ciò che resta di una supernova esplosa nell'anno 1054 d.C., che non riusciva a contrastare molto nemmeno nel cielo tutto sommato molto scuro di Monteromano.

Una volta sfilato il filtro nebulare, era inevitabile passare al tour degli ammassi stellari, a cominciare dal bellissimo Doppio ammasso di Perseo, passando per un'infilata di ben 4 ammassi aperti: salendo infatti da M35 nei Gemelli si possono raggiungere facilmente M37, NGC1960 ed M36 nell'Auriga. Dopodiché ho scelto di tornare sullo stagionale tema natalizio cercando l'ammasso Presepe, nel Cancro, immaginando di dover perderci qualche secondo in più a causa della debolezza delle stelle che costituiscono tale costellazione; quando però ho alzato gli occhi un po' ad est rispetto ai Gemelli, quasi mi è caduta la mascella quando ho visto apparire in cielo una macchiolona evidentissima già ad occhio nudo, rendendo da un lato la vista del cielo decisamente più spettacolare, dall'altro il lavoro di ricerca al telescopio sin troppo facile!
L'ammasso Presepe, noto anche come M44 ed NGC 2632

















La galassia a spirale M63, che ho "scoperto" per sbaglio e che da oggi per
questo chiamerò galassia C2 (C1 è M27, la mia prima "scoperta" casuale)




A questo punto ho deciso di tentare un oggetto che non guardavo da un po' di tempo: M51, la galassia Vortice presente nella costellazione dei Cani da Caccia, ed è stato allora che, finito di parecchio fuori rotta durante la ricerca, sono incappato in una "scoperta" del tutto inaspettata: sono infatti finito sopra M63, la galassia Girasole, la quale nonostante una magnitudine apparente di +9,3 (e una distanza di 37 milioni di anni luce), brillava come un piccolo faro dentro all'oculare del telescopio, lasciandomi di stucco a consultare la mappa stellare per capire cosa mi era capitato; per questo, ho approfittato anche della relativamente vicina presenza di M94, un'altra galassia a spirale che ricorda molto per forma un ammasso globulare.
Finalmente sono riuscito a giungere su M51, e grazie al cielo limpidissimo di Monteromano sono stato in grado di vederne perfettamente la struttura a spirale, dato che le due galassie si mostrano frontalmente nell'oculare, e si vedeva benissimo il braccio più esterno della galassia più grande avvinghiarsi in uno spettacolare abbraccio cosmico con la più piccola, con la quale è in rotta di collisione. 
Dopo M51 mi sono spostato dalla parte opposta della stella Alkaid per ritrovarmi su M101, la galassia Girandola, anch'essa luminosa come mai prima di allora ero riuscito a vederla.

Intanto in "zona fotografie" Luca Concas aveva finito con la nebulosa Rosetta, e stava pensando a che cosa fotografare successivamente: purtroppo per lui la galassia di Andromeda e quella Triangolo erano troppo basse per essere fotografate, mentre per fotografare Orione o le Pleiadi si sarebbe dovuto esporre al vento sferzante. A quel punto mi è venuta un'idea: "Che ne dici di tentare di fotografare M51? Si tratta di un oggetto debole e piccolino, non so se come foto riuscirà come si deve, ma d'altronde tentare non costa nulla, no?". Luca ha preso la palla al balzo e mi ha chiesto quale zona di cielo doveva puntare, dopodiché si è messo subito all'opera: e l'azzardo alla fine è stato certamente premiato, come dimostra il sensazionale risultato finale! 

M51, o galassia Vortice, una coppia di galassie a spirale in rotta di collisione, fotografata da Luca Concas
A quel punto, stavamo per rientrare in sala panoramica per scaldarci un caffè prima di caricare nuovamente le auto e ripartire verso casa, quando notiamo con stupore una stellona luminosa ad est: non si trattava tuttavia di una stella, bensì del pianeta Giove, che trovandosi a tale altezza attestava che si erano già fatte le 4 di mattina! Al telescopio è apparso bellissimo, con i 4 satelliti allineati tre a sinistra e Ganimede a destra, con Io talmente vicino a Giove da proiettare sulla superficie del gigante gassoso la sua stessa ombra, segno di un transito imminente, e nel contempo la Grande Macchia Rossa che svettava nel centro del pianeta più grande del Sistema Solare. Non incontravo Giove da parecchi mesi, e non c'era davvero modo migliore per rivederlo nuovamente!

A questo punto, sfiniti ma contenti, siamo rientrati in osservatorio per berci l'agognato caffè caldo prima della ripartenza verso la "Valle delle nebbie", senza negarci un ultimo sguardo al meraviglioso cielo di Monteromano che, in un'infinità di stelle, dava già spazio alla levata delle principali costellazioni primaverili, il Leone e la Vergine, con le costellazioni invernali in discesa verso il tramonto: salendo in auto, ero conscio che un simile spettacolo sarebbe rimasto impresso indelebile nella mia mente per tutta la vita. Queste sono cose che non si possono dimenticare.

Sono epifanie del genere che mi suggeriscono la risposta ad una domanda che Luca, nello spirito  da vero fotografo insito in lui, mi ha posto durante la serata: 

-Come fai ad appagare il tuo spirito solamente guardando il cielo, senza potertelo "portare a casa" tramite la fotografia?-.

La risposta, caro Luca, si trova proprio in quei paesaggi, in quelle immense distese di stelle che solo a guardarle ti fanno sentire piccolo piccolo e del tutto in balìa della natura, e allo stesso tempo del tutto sperduto e alla deriva in un Universo decisamente non a misura d'uomo, fin troppo grande e misterioso per noi; ma non è una risposta che mi riesce di dare con le parole: la risposta è più una sensazione che mi coglie nel profondo, è lo Stimmung che mi assale quando mi trovo di fronte a tutto questo, mentre sono da solo, al buio, con il mio telescopio, e che mi fa sentire per qualche momento veramente in armonia con me stesso e con il mondo intero. 
Se tu trovi qualcosa di paragonabile a questo nella fotografia, capisco perché ci metti tanta passione, e si evince dalla bellezza dei tuoi scatti. Come si suole dire, unicuique suum: quello che davvero conta è che questa sensazione che ci spinge come benzina a portare avanti le nostre passioni, qualunque esse siano, non ci abbandoni mai e poi mai!

L'osservatorio astronomico di Monteromano in uno scatto di Luca Concas



"Bottino" della serata:
  • Un sacco di nebbia;
  • Luna
  • Delta Cephei;
  • M45 (Pleiadi);
  • M31-M32-M110 (Galassia di Andromeda+galassie nane che le orbitano intorno);
  • M110 (Galassia Triangolo);
  • M42 (Grande Nebulosa di Orione);
  • M43 (Nebulosa de Mairan);
  • NGC2237+NGC2244 (Nebulosa Rosetta+ammasso aperto al suo centro);
  • NGC7762 (Nebulosa Palla di Neve);
  • NGC2392 (Nebulosa Eskimo/Clown);
  • M97 (Nebulosa Gufo);
  • M1 (Nebulosa Granchio);
  • Una tisana bollente ai frutti di bosco
  • NGC869+NGC884 (Doppio ammasso di Perseo);
  • M35;
  • M37;
  • NGC1960 (Ammasso Girandola);
  • M36;
  • M44 (Ammasso Presepe);
  • M63 (Galassia Girasole);
  • M94;
  • M51 (Galassia Vortice);
  • M101 (Galassia Girandola);
  • Giove e le sue lune galileiane
  • Un caffè bollente
  • Una girella salata + un bombolone alla Nutella da C.& P. a Faenza: la meritata colazione!


Possa ripetersi ancora mille volte una serata così, speriamo ci assistano dei...

Cieli sereni (a tutti quanti)!