mercoledì 25 aprile 2007

Un altra luna per la Terra...

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... ma solamente in prestito!

Un piccolo frammento cosmico chiamato 6R10DB9 era stato scoperto il 14 Settembre 2006 (vedi immagine a fianco dal sito di Sky and Telescope - skytonight.com) e da allora ha compiuto 3 rivoluzioni intorno al nostro pianeta. Si tratta davvero di un meteoroide minuscolo, circa 1 metro di diametro, ma che fino adesso si supponeva potessere essere un frammanto antropico, un relitto derivato dalle missioni spaziali compiute tra gli anni '60 e '70, e si deduceva questo dai suoi parametri orbitali.


Ora da uno studio più approfondito sulla sua orbita, condotto dall'astronomo americano Bill J. Gray, sembra mostrare che gli effetti del vento solare sul piccolo frammento siano meno intensi del previsto, e forse l'oggetto ha un comportamento più simile ad un corpo roccciso... è quindi un vero "satellite" del nostro pianeta?
Poco importa, a giugno il frammentino cosmico uscirà definitivamente dagli influssi gravitazionali terrestri, e torneremo a possedere unicamente il nostro vecchio, caro satellite, la Luna.
In basso lo schema della cattura e successiva uscita dagli influssi terrestri del meteoroide 6R10DB9 (fonte www.skytonight.com)

venerdì 20 aprile 2007

Leonardo e l'interpretazione della luce cinerea

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Nel precedente post di Enrico c'è una bella foto di Luna crescente nelle vicinanze delle Pleiadi. La sottile falce lunare è luminosissima, ma sono chiaramente distinguibili particolari su tutta la superficie del nostro satellite non illuminata direttamente della luce solare.

E' il fenomeno della luce cinerea (in inglese ashen glow), detto anche "Luna vecchia tra le braccia della Luna nuova" (in inglese "the old Moon in the new Moon's arms").

Fu un genio italiano, Leonardo da Vinci, ad interpretare correttamente il fenomeno della luce cinerea nel 1510, come è scritto nel Codice di Leicester.



In pratica la parte della Luna non illuminata dal Sole viene illuminata dalla luce riflessa dalla Terra; questa luce viene poi rimandata verso il nostro pianeta debolmente riflessa dalla superficie lunare che possiede un albedo (potere riflettente) non particolarmente elevato.
In realtà Leonardo credeva erroneamente che il potere riflettente della Terra fosse dovuto all'aria e agli oceani, per cui riteneva che anche sulla Luna vi fossero atmosfera, mari ed oceani.

In realtà oggi sappiamo che l'acqua riflette appena il 10% della luce solare, il terreno dal 10 al 25% mentre oltre il 50% della luce riflessa dal nostro pianeta è dovuta alle nubi. Infatti nella famosa immagine ripresa dagli astronauti dell'Apollo 11, la Terra appare 50 volte più luminosa della Luna piena e le nubi decisamente più chiare delle scure masse d'acqua.

giovedì 19 aprile 2007

La Luna incontra le Pleiadi

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Stasera bel tramonto sui cieli italiani con Luna e Venere a fare da regine nel cielo crepuscolare.


La Luna si trovava appena sopra alle Pleiadi e abbiamo voluto immortalare la scena con la reflex digitale:
Obiettivo 180 mm con duplicatore e ISO 800 per una posa di 3 secondi.
Autore Enrico Montanari
Località Lugo


giovedì 12 aprile 2007

Microcosmo e macrocosmo si guardano!

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Secondo motivo
Il Modello Standard è una teoria del "quasi tutto" perché descrive tre delle quattro forze fondamentali esistenti in natura; le due forze nucleari e la forza elettromagnetica. Rimane fuori la gravità, la forza più debole ma responsabile di tutto ciò che avviene nell'Universo macroscopico. Una grave mancanza, non c'è che dire; purtroppo non si riesce a conciliare la Teoria Quantistica dei Campi con la Relatività Generale.

Considerazione finale
Perché tanta fisica in un blog di astronomia? Perché il mondo dell'infinitamente piccolo, quello dei protoni, degli elettroni, dei quark e dei bosoni, e il mondo dell'infinitamente grande, quello delle stelle, delle galassie e degli ammassi di galassie, sono due facce dello stesso Universo. Lo hanno ben capito i fisici che cercano risposte alle loro domande studiando anche la radiazione cosmica di fondo e producendo negli acceleratori dei minuscoli Big Bang. Lo hanno capito gli astronomi e i cosmologi che cercano le loro risposte all'esistenza di forme sconosciute di materia ed energia oscure nelle moderne teorie fisiche.

Il microcosmo e il macrocosmo si guardano, o, come direbbe Typler, è l'Universo che guarda sé stesso!

La scoperta è più vicina

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Perché Oerter chiama il Modello Standard teoria del quasi tutto? Beh, è semplice; per quanto sia stata fino ad oggi verificata, rimane una teoria incompleta. Per alcuni motivi.

Primo motivo
Il Modello Standard non riesce a dare una giustificazione teorica alle masse delle particelle, non riesce a spiegare perché gli elettroni sono così leggeri mentre i quark sono centinaia di migliaia di volte più pesanti. In pratica le masse delle particelle sono assunte nella teoria come dati di fatto, come dati empirici.
Proprio per spiegare l'esistenza e la differenza delle masse fra le particelle subatomiche Peter Higgs, nel 1964, propose l'esistenza di un campo quantistico che permea il vuoto e che interagisce con le particelle attraverso una particella detta bosone di Higgs (nella fisica moderna il concetto di forza non esiste; l'azione reciproca, o interazione, fra particelle avviene attraverso lo scambio di particelle dette bosoni, come nell'animazione i due pattinatori si spingono scambiandosi una palla...).
Se il Modello Standard ha ragione, deve esistere quindi questa particella, che possiede però molta massa. Per essere prodotta, come dice la famosa formula di Einstein, serve quindi tanta energia, troppa per gli acceleratori moderni. Tanto che gli europei hanno costruito un enorme acceleratore presso il CERN di Ginevra: il Large Hadron Collider, che si servirà di un tunnel di 27 km scavato a 100 metri di profondità.
Questa enorme macchina è stata costruita proprio con lo scopo di rivelare il bosone di Higgs, la particella di Dio. Purtroppo alcuni recenti problemi hanno fatto slittare la sua entrata in funzione alla primavera del 2008.
Nel frattempo sono salite le quotazioni dell'altro grande acceleratore di particelle, l'americano Tevatron del FERMILAB in Illinois. E' successo che proprio gli americani hanno affinato le misure, per cui si ritiene che la massa della particella di Higgs sia compresa tra 114 GeV e 153 GeV (per inciso GeV sta per miliardi di elettronvolt, l'unità di misura di massa-energia utilizzata nel mondo microscopico). E questa è un'energia alla portata dell'acceleratore americano.

Se esiste, insomma, la particella di Dio ha i giorni contati!

[continua sopra...]

mercoledì 11 aprile 2007

Caccia alla "particella di Dio"

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In principio fu la Meccanica Quantistica; essa generò l'Elettrodinamica Quantistica (meglio nota come QED) e successivamente la Cromodinamica Quantistica (nota come QCD). Oggi queste grandi teorie sono unificate nel cosidetto Modello Standard.
Dal libro di Robert Oerter "La teoria del quasi tutto", Edizioni Codice:

C'è una teoria, in fisica, che spiega quasi tutti i fenomeni che regolano la nostra vita quotidiana al livello più fondamentale: riassume tutto quello che conosciamo sulla struttura fondamentale della materia e dell'energia, offre un quadro dettagliato dei costituenti elementari di cui ogni cosa è composta, descrive le reazioni che alimentano il Sole e le interazioni che fanno brillare le luci fluorescenti.
[...] Questa teoria prende il nome, senza pretese, di "Modello Standard delle particelle elementari" o, più brevemente, "Modello Standard". Merita di essere conosciuta meglio e merita un nome migliore: io la chiamo teoria del quasi tutto.

Continua Oerter:

[...] Il Modello Standard, per essere una teoria così fondamentale e di successo, è rimasto incredibilmente in disparte. [...] Nonostante tutto , il Modello Standard è forse la vetta più alta raggiunta fino a oggi dall'intelletto umano.

E ne da anche una spiegazione. Per usare le parole di Sheldon Glashow, il Modello Standard è davvero "un arazzo intessuto da molte mani". Solo alcuni dei fisici che hanno dato il loro contributo sono famosi al grande pubblico, come Feynman e Gell-Mann, ma l'elenco è decisamente più lungo (Tomonaga, Schwinger, Zweig, Salam, Weinberg, Ne'eman, Glashow, Veltman, 't Hooft, Rubbia solo per citarne alcuni). Insomma, sempre con le parole di Oerter:


[...] non c'è nessun genio isolato, nessun Einstein che lavora in solitudine nell'ufficio brevetti, nessuna teoria che germogli all'improvviso e sbocci completamente nell'arco di una notte.


Eppure è la teoria fisica più verificata di cui si dispone attualmente! E presto saremo in grado di verificare l'ultima predizione del Modello Standard: l'esistenza del bosone di Higgs, detta pomposamente la "particella di Dio".

Nell'immagine Peter Higgs, il fisico che ha ipotizzato negli anni '60 l'esistenza di una particella che ha preso il suo nome.

[continua sopra...]

martedì 10 aprile 2007

Serata "ANTARES" al Liceo Scientifico di Lugo

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Venerdì 13 aprile, come tutti i secondi venerdì da ottobre a maggio, si svolgerà al Liceo Scientifico "Gregorio Ricci Curbastro" di Lugo la classica serata dedicata all'Astronomia ed animata dal Gruppo Antares.
Ritrovo nell'aula magna per le immagini più recenti e le ultime news, poi, tempo permettendo, tutti sul tetto del Liceo per osservare il Cielo!
Ad ovest sarà possibile vedere un luminosissimo Venere e le grandi costellazioni invernali (Toro, Orione e Gemelli) che vanno a tramontare.
Verso est, invece, sarà facile individuare l'imponente costellazione del Leone con il suo caratteristico asterisma. Con un po' di fortuna (l'inquinamento luminoso in pieno centro è divenuto veramente eccessivo...) si potrebbero osservare le bellissime galassie a spirale del Leone.
Non mancherà, più verso sud-est, uno sguardo al signore degli anelli: Saturno.
L'ingresso è libero, la temperatura ormai gradevole... quindi vi aspettiamo numerosi!

lunedì 9 aprile 2007

Venere, la stella della sera

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Il 25 ottobre 2006 Venere è transitato dietro al Sole ed è passato alla sua sinistra (riferimento per un osservatore che dalla Terra guarda il Sole stesso).

Il tempo di allontanarsi dalla nostra stella e già da alcuni mesi splende fulgido in prima serata, verso ovest.

Nelle ultime sere, complice anche un cielo decisamente sereno, il pianeta appare sempre più luminoso e alto sull'orizzonte. Continuerà ad allontanarsi dal Sole; a fine mese sarà ad oltre 41°. La massima elongazione verrà raggiunta il 9 giugno, in quella data sarà ad oltre 45° dal Sole. La situazione dei pianeti interni in quella data, vista da alcune unità astronomiche sopra al polo nord del Sole, è visualizzata a fianco.


Il pianeta appare in questo periodo molto alto sull'orizzonte, subito dopo il tramonto del Sole, per la combinazione di due eventi:

  1. si trova oltre un grado sopra al piano dell'eclittica lungo il quale si muovono tutti i pianeti;

  2. soprattutto, si trova proiettato nella costellazione del Toro e presto si sposterà nella costellazione dei Gemelli, e questa è la zona del cielo in cui si trova il Sole nei dintorni del solstizio d'estate, cioé quando il nostro astro si trova nel punto più alto in cielo.

Per questi motivi, pur allontanandosi da Sole fino al 9 giugno, raggiungerà la massima altezza sopra l'orizzonte dopo il tramonto verso la prima metà di maggio.

Nel frattempo Venere si avvicinerà alla Terra. Ho preparato un'animazione (mediante Starrynight) che mostra una vista telescopica di Venere, dal mese di marzo al mese di agosto. Il 16 agosto Venere poi si troverà tra la Terra e il Sole e passerà alla sua destra. Diventerà allora l'astro del mattino!

venerdì 6 aprile 2007

L'Europa verso Mercurio

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La missione europea per esplorazione di Mercurio, il più interno dei pianeti del Sistema Solare, si farà! A fine febbraio è arrivato il sì definitivo della Commissione Scientifica dell'ESA, l'agenzia spaziale europea. La missione, il cui lancio è previsto nel 2013, sarà frutto di una collaborazione con la JAXA, l'agenzia spaziale giapponese.

Il Mercury Composite Spacecraft sarà una sonda composita, assemblata in tre parti:
  • il Mercury Planetary Orbiter (MPO), realizzato dall'ESA e dedicato allo studio diretto del pianeta;

  • il Mercury Magnetospheric Orbiter (MMO), realizzato dalla JAXA e dedicato allo studio della magnetosfera del pianeta;

  • il Mercury Transfer Module (MTM), il modulo di trasferimento che trasporterà i due orbiter nel lungo e complesso viaggio "depositandoli" in orbita attorno a Mercurio.
La missione sarà intitolata a Giuseppe "Bepi" Colombo, matematico padovano denominato anche il "Meccanico del Cielo" e famoso per aver ideato il "satellite al guinzaglio" (Tethered).
Fu lui a scoprire la risonanza 3:2 fra il periodo di rotazione e il periodo di rivoluzione di Mercurio, il quale quindi compie tre rotazioni complete ogni due rivoluzioni.
Fu sempre Bepi Colombo a stupire gli ingegneri della Nasa, proponendo una semplice modifica della traiettoria già pianificata per il Mariner 10, l'unica sonda che a tutt'oggi ha visitato Mercurio, che rendeva possibile il sorvolo del pianeta non una volta, come previsto dagli americani, ma ben tre volte. Per testimoniare la sua incredibile conoscenza nel campo della Meccanica Celeste, i suoi colleghi erano soliti dire che "le orbite si piegano al suo volere!"
Così, dopo Giotto, Galileo, Gian Domenico Cassini, Bruno Rossi e Giuseppe Occhialini, un'altra sonda avrà il nome di un italiano illustre!
A tal proposito mi sento di consigliare la lettura dell'ottimo libro di Giovanni Fabrizio Bignami "La storia nello spazio" Edizioni Mursia, che racconta la storia dei sei italiani sopra citati e le missioni spaziali a loro intitolate.

giovedì 5 aprile 2007

L'asteroide Eugenia è triplo

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Scoperto nel 2004, come tradisce la sua denominazione provvisoria S/2004 (45) 1, dal 7 marzo questo oggetto del diametro approssimativo di 6 km è ufficialmente la seconda luna dell'asteroide della fascia principale 45 Eugenia.

Eugenia fu scoperto il 27 giugno 1857 da Goldschmidt che lo battezzò così in onore dell'Imperatrice Eugenia di Montijo, moglie di Napoleone III.

Eugenia, che ha un diametro di 214 km, è un asteroide di tipo F, ovvero di colore molto scuro (tipo fuliggine) e con una composizione carboniosa. Come 253 Mathilde, la sua densità sembra essere stranamente bassa; potrebbe quindi trattarsi di un cumulo di detriti altamente poroso e non di un oggetto monolitico.

Nel 1998, gli astronomi del Canada-France-Hawaii Telescope a Mauna Kea, scoprirono una piccola luna orbitante attorno a Eugenia. Il nuovo satellite fu chiamato Petit-Prince in onore del figlio dell'Imperatrice Eugenia. Petit-Prince è molto più piccolo di Eugenia (circa 13 km di diametro) e impiega cinque giorni per descrivere un'orbita completa intorno ad esso (vedi immagine della scoperta).

Con questa scoperta Eugenia diventa il secondo asteroide triplo della Fascia Principale; va a tenere compagnia a 87 Sylvia, con le sue lune Romolo e Remo.

mercoledì 4 aprile 2007

Una piccola cometa di Aprile

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Dalla fine della prossima settimana è in teoria possibile veder,e al binocolo, una cometa scoperta il 15 Marzo 2007. Si tratta della cometa C/2007 E2 (Lovejoy) individuata da Terry LoveJoy dai cieli tersi di Australia.
La prossima settimana salirà di declinazione, rendendosi visibile di magnitudine 8, ma sappiamo che le comete possono sempre dare delle sorprese... Staremo a vedere, per il momento alleghiamo alcune mappe per poter trovare con un binocolo la cometà. Qui a fianco una bella immagine ottenuta da Ligustri e Sostero, pubblicata sul sito UAI (http://comete.uai.it/2007e2/C2007E2_070326.jpg)

Qui sotto l'immagine della scoperta di Terry Lovejoy













Effemeridi












Mappa per provare a cercarla (dal sito http://www.aerith.net/comet/catalog/2007E2/2007E2.html)













Aggiornamenti nei prossimi giorni!

Un pastello rosso in una scatola di matite - Sottotitolo: non buttiamo via Plutone!

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Toby Click, curatore del Mark Smith Planetarium, in un messaggio del 21 febbraio 2007 intitolato "The Red Crayon Analogy" (L'analogia del pastello rosso) propone un'analogia per spiegare ai bambini il declassamento di Plutone.

Ci sono tanti tipi di matite nella nostra scatola. Alcune sono lunghe, altre più corte, altre ancora hanno una gomma per cancellare. Un giorno trovi un pastello rosso; ha la forma di una matita e traccia segni su un foglio di carta, eppure sembra un pochino diverso. In ogni caso lo metti inizialmente nella scatola delle matite. Più tardi trovi un altro pastello che traccia righe blu, poi uno verde, uno arancione e tanti altri. Ti rendi conto che ci sono molti pastelli sparsi per la casa di cui non conoscevi l'esistenza. A questo punto decidi di procurarti una nuova scatola dove mettere tutti i pastelli colorati.

Plutone è in certo senso come il pastello rosso. È stato il primo oggetto scoperto del suo genere e abbiamo continuato a considerarlo una "matita", cioé un pianeta, in mancanza di un'idea migliore e più precisa. Ora che conosciamo altri "pastelli", come Plutone, abbiamo deciso di metterli nella scatola dei pianeti nani.

Matite e pastelli sono oggetti ugualmente utili e non buttiamo via il pastello rosso, conclude Click. I pianeti e i corpi come Plutone offrono occasioni per imparare cose nuove.

Tanta acqua ghiacciata al polo sud di Marte

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E' da molto tempo che si sospetta che le regioni polari di Marte siano ricoperte di ghiaccio. Finalmente, grazie al lavoro dello strumento MARSIS (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionospheric Sounding), frutto di una collaborazione tra NASA e Agenzia spaziale italiana e collocato a bordo della sonda europea Mars Express, non solo è stato possibile misurare con precisione il reale spessore del ghiaccio del Polo Sud di Marte, ma anche di scoprire che la sua composizione è per circa il 90% di ghiaccio d'acqua.
L'analisi radar dello strumento ha permesso di sezionare la regione polare in oltre 300 strati giungendo persino a scorgere il profilo roccioso della superficie di Marte nascosto sotto una coltre di 3,7 chilometri di ghiaccio. Immaginando di sciogliere quella cappa di ghiacci, l'intera superficie di Marte verrebbe ricoperta da uno strato di acqua liquida alto circa 11 metri.
I ricercatori hanno inoltre notato che la crosta sottostante i ghiacci non appare deformata dal loro peso come accade sulla Terra. Sembra quindi che la crosta e il mantello superiore di Marte siano più rigidi di quelli terrestri. Probabilmente la causa va ricercata nella temperatura interna del pianeta e che è molto più bassa di quella terrestre. In attesa di nuove rivelazioni sul Polo Sud, i responsabili dello strumento hanno già pianificato un'identica analisi anche delle regioni del Polo Nord.
Vedere anche:

domenica 1 aprile 2007

Eventi del mese - Aprile 2007

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Questi i principali eventi astronomici del mese di Aprile 2007.

2 aprile: Luna piena
distanza Terra-Luna: 406.778 Km
dimensione apparente della Luna: 29'42"

10 aprile: ultimo quarto di Luna
distanza Terra-Luna: 391.315 km
dimensione apparente della Luna: 30'56"

17 aprile: Luna nuova
distanza Terra-Luna: 351.750 km

22 aprile: pioggia di meteore Liridi (corpo pregenitore: cometa Thatcher)
Il radiante si trova al confine fra la costellazione della Lira e quella di Ercole; essendo due costellazioni tipicamente estive il radiante si trova alto sull'orizzonte nella seconda parte della notte (il passaggio al meridiano avviene alle 5e22 TU). Le date attive vanno dal 19 al 25 aprile.
Lo ZHR (tasso zenitale orario ovvero il numero di meteore teoricamente osservabile sotto un cielo scuro) non è molto elevato: 10.

24 aprile: primo quarto di Luna
distanza Terra-Luna: 391.525 km
dimensione apparente della Luna: 30'58"

Per tutto aprile Venere dominerà il cielo al tramonto superando a fine mese magnitudine -4. Si allontanerà dal Sole da 36° ad oltre 41°, sarà quindi sempre più alto e osservabile nel buio di prima serata. Da non perdere il tramonto del 19 dove Venere si troverà 9° sopra ad una sottilissima falce della Luna nelle Pleiadi, e il tramonto del 20 con Venere 5° sotto ad una ancora sottile falce lunare.