giovedì 19 febbraio 2009

Appuntamento-Spettacolo con Saturno

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Su Saturno sta per accadere qualcosa di così spettacolare che anche Hubble (HST) si prenderà una pausa per dare un'occhiata.

"Il 24 febbraio ci sarà un quadruplo transito di lune di Saturno", dichiara Keith Noll del Hubble Space Telescope Science Institute. "Titano, Mimas, Dione ed Encelado passeranno direttamente davanti a Saturno e vedremo le loro sagome attraversare tutti e quattro contemporaneamente."

Hubble non sarà il solo a osservare. Anche gli astrofili saranno in grado di vedere molto. Purtroppo, per noi europei, la "tempistica" favorisce gli osservatori lungo la costa del Pacifico del Nord America, l'Alaska, le Hawaii, l'Australia e l'Asia orientale.

Nel frattempo l'8 febbraio scorso, l'astrofotografo Christopher Go delle Filippine ha registrato una sequenza di "anteprima" quando Titano ha transitato da sola sul disco di Saturno. Ha registrato questo filmato utilizzando un telescopio da 11 pollici.



"Mi sono svegliato all'una del mattino per fotografare il passaggio di Titano attraverso il disco di Saturno", spiega il fotografo. "Il cielo era nuvoloso, ma aspettando con pazienza e fiducia ho avuto la fortuna di vedere la fine del transito attraverso una pausa tra le nuvole. L'emergere di Titano è stato davvero stupefacente perché ha dato alla luna un aspetto tridimensionale!"

Transiti come questi sono rari infatti accadono solo ogni 14 - 15 anni. Nel 1995-96, l'ultima volta che la "geometria" è stata favorevole, Hubble ne ha fotografato due (Titan e Tethys) e tre (Mimas, Enceladus, Dione) di lune di Saturno in transito. Questa sarà la prima volta che HST ne "cattura" quattro.

L'evento inizia Martedì mattina, 24. Feb alle 10:54 UT (2:54 am PST) quando la circolare ombra di Titano si proietterà sull'atmosfera di Saturno. Circa quaranta minuti dopo, il rubicondo disco di Titano sarà transitato oltre.

"Titano è così grande che si può vedere anche solo guardando attraverso l'oculare di un piccolo telescopio e non è richiesta nessun tipo di fotocamera speciale per osservarlo", dice Christopher Go.

Uno dopo l'altro, il piccolo Mimas, Dione ed Encelado seguiranno Titano. Alle 14:24 UT, tutti e quattro i satelliti e le loro ombre si troveranno contemporaneamente sul disco di Saturno.
Per fotografare i piccoli satelliti, sarà però necessario un telescopio di medie dimensioni dotato di una buona camera CCD.

Le osservazioni di Hubble sono parte importante dell' Hubble Heritage Project volto a produrre immagini di eccezionale bellezza per il pubblico in generale. "Solo lo 0,5% del tempo di osservazione di Hubble è dedicata ai lavori del Hubble Heritage Project", spiega Noll, uno dei leader del progetto, "perché siamo molto ambiziosi riguardo i nostri obiettivi." Egli ritiene che l'immagine del quadruplo transito potrebbe figurare tra i migliori scatti d'archivio relativi ai pianeti.

mercoledì 18 febbraio 2009

Serata speciale Cometa Lulin: Antares e Casa Monti

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Martedì prossimo, il 24 Febbraio grande serata di Astronomia con la collaborazione di Casa Monti e Gruppo Astrofili Antares, che con il patrocinio del Comune di Alfonsine e della Coop. Atlantide hanno organizzato una serata per "salutare" il passaggio ravvicinato della Cometa Lulin (C/2007 N3) che proprio in questi giorni "sfiorerà" la terra passando a 0,41 UA dal nostro pianeta.

Ci saranno strumenti astronomici, raggi laser per spiegare il magnifico cielo invernale, e daremo anche un occhiata al magico pianeta Saturno.
Siete tutti invitati, ed in caso di maltempo l'osservazione sarà sostituita da una conferenza sulle comete, presso Casa Monti.

P.S E' raccomandabile un abbigliamento pesante, a più strati, consigliati anche i dopo sci ai piedi, e adeguata copertura al capo!

P.S. Link per visualizzare la mappa celeste con le posizioni della cometa dal 13 febbraio al 2 marzo: http://media.skyandtelescope.com/documents/Comet_Lulin_Feb13.pdf

giovedì 12 febbraio 2009

Serata ANTARES al Liceo Scientifico di Lugo!

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Eccoci arrivati alla seconda serata ANTARES dedicata all'Astronomia!
Domani sera, al Liceo Scientifico di Lugo (vedi locandina a fianco), sarà con noi Giovanni Cortecchia, bravissimo astrofotografo di Bagnacavallo, che ci racconterà di lui, di come si è avvicinato alla fotografia astronomica e ci svelerà i segreti per fare astrofotografia ai massimi livelli!

Vedere per credere: http://www.gioastroimage.it/

Filo conduttore della serata, ovviamente, le bellissime immagini di Giovanni che saranno commentate sia sotto l'aspetto tecnico che dal punto di vista astronomico.

Sarà un vero spettacolo... per cui non potete mancare!

L'ingresso è libero e la serata aperta a tutti.

mercoledì 11 febbraio 2009

Bel cielo sul nostro Appennino!

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Un ringraziamento, anzi direi una "standing ovation" :-) alla nostra socia Daniela, che mi ha inviato questa foto, scattata nella scorsa giornata di sabato dalle campagne intorno a Lugo, e che ha immortalato uno straordinario cielo "favonico", formatosi quando forti correnti umide sud-occidentali hanno creato spettacolari nuvole stazionarie a ridosso della catena appenninica.

Quella specie di "UFO" che vediamo in evidenza è un esempio di altocumulo lenticolare, causato da una giustapposizione di ondulazioni dei venti atmosferici causati dalle montagne: l'aria proveniente dalla Toscana incontra l'Appennino, lo scavalca provocando delle onduluzioni.
In corrispondenza della prima cresta di queste onde, l'aria condensa creando delle nuvole che rimangano fisse in quella posizione, creando un effetto tipo dei "cuscini impilati", reso ancora più suggestivo dai colori caldi del tramonto. Si potrebbe azzardare una definizione di "Altocumulus lenticularis quadruplicatus".

Una nota classificativa. Il nome delle nuvole secondo i dettami di Luke Howard, l'inglese del 18° secolo che per primo applicò una classificiazione "alla Linneo" alle nuvole, vede la presenza di nomi composti. La prima parte del nome può essere di 3 tipi e cioè Cirro, Alto e Strato e ciascuno dei 3 indica una quota: Alta (Cirro) Media (Alto) e Bassa (Strato. La seconda parte del nome indica un aspetto o uno stato: Strato, Cumulo, Nembo (Stratificato o a maggior sviluppo orizzontale, più a sviluppo verticale, e con piogge). Poi seguono delle descrizioni morfologiche accessorie.
Allora il procedimento è questo: partendo dalla foto di Daniela si vedono nuvole molto alte, sovrastanti. Saranno quindi del genere Cirro (molto alte) ed avendo una forma stratificata risulteranno quindi dei Cirrostrati. A metà strada ci sono le nuvole a UFO: essendo situate a mezza quota diventano degli Alto-cumuli perchè hanno una morfologia più alta che estesa (viceversa sarebbero altostrati), e sono inoltre lenticolari, a forma di lente (descrizione accessoria).
Più in basso abbiamo nuveoe sull'Appennino: sono basse quindi genere strato, ma l'aspetto presenta anche uno sviluppo verticale, sono quindi degli Stratocumuli.
Mancano le precipitazioni, in caso ci fossero le due nuvole che ne producono in abbondanza sono il Nembostrato, da Nembo=precipitazione e Strato per la sua forma più estesa rispetto all'altezza, e il Cumulonembo, e cioè una nuvola molto sviulppata in altezza rispetto alla base, e con piogge associate. Quest'ultime sono anche le nuvole temporalesche, sede di intensi fenomeni elettrici.
Questo in pratica il succo della classificazione delle nuvole!

Rinnovo l'invito a tutti, esortandovi ad inviarci le vostre foto, che saremo lieti di pubblicare, anche se non perfettamente a tema astronomico, quando esse raffigurano qualche fenomeno naturale del nostro caro pianeta Terra!

Complimenti ancora a Daniela!!!

Enrico

Ottavo mese in orbita di Fermi

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Otto mesi. Sono passati esattamente 8 mesi da quel 11 giugno 2008 quando Fermi (allora si chiamava ancora GLAST) partì da Cape Canaveral. Quale modo migliore di festeggiare se non inondare la comunità scientifica con una entusiasmante messe di dati? L'altro ieri vi scrivevo del rilascio della lista delle sorgenti più brillanti rilevate dal Large Area Telescope (LAT) di Fermi nei primi tre mesi di operazioni. Oggi invece esce un preprint di un lavoro su un sottoinsieme di questa lista e precisamente i nuclei galattici attivi (AGN), che peraltro costituisce circa la metà della lista totale. Si tratta di 106 sorgenti gamma (delle 205 totali) che sono associate significativamente ad AGN e precisamente 104 a blazars e 2 radiogalassie (Centaurus A - di cui parlava Enrico qualche giorno fa - e NGC 1275). Da tenere presente che questa lista comprende solo gli AGN a latitudine galattica maggiore di 10°. Il piano galattico è stato escluso perché, come si vede dall'immagine del cielo nella banda gamma, in questa regione c'è una forte emissione diffusa, che deve essere studiata in maggiore dettaglio prima di essere sottratta e rivelare il cielo al di là del piano galattico.
Comunque, il restante cielo offre sicuramente novità interessanti: quattro nuovi blazars emettitori gamma sono stati scoperti e per la prima volta è stato possibile osservare differenze nelle due classi principali di blazars: i flat-spectrum radio quasar (FSRQ) e gli oggetti tipo BL Lac. Nella banda di energia osservabile con LAT (100 MeV - 300 GeV), i FSRQ hanno uno spettro molto soffice, mentre i BL Lac hanno uno spettro più duro. Questo era qualcosa di atteso, dato che i primi hanno il picco dell'emissione gamma nel MeV-GeV, mentre i secondi raggiungono il massimo nel TeV. In altre parole, se ci riferiamo a energie crescenti rispetto alla banda di LAT, i FSRQ hanno il massimo prima della banda LAT e quindi vengono osservati in un intervallo energetico in cui l'emissione sta calando (da cui lo spettro soffice, cioè che decresce rapidamente). I BL Lac hanno invece il picco oltre la banda di LAT per cui l'emissione ancora è in crescita.
Non male come "assaggio" delle capacità di LAT! Molto altro è in preparazione e uscirà a breve. Le promesse prima del lancio sinora si stanno mantenendo.
Buon Anniversario Fermi!

martedì 10 febbraio 2009

Google Earth ci porta dentro agli oceani e su Marte

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Novità di questi giorni, la nuova release di Google Earth, il programma di visualizzazione del nostro pianeta in 3D, la versione 5.0 consente di esplorare il nostro pianeta alla stregua del Capitano Nemo e delle sue 20.000 leghe sotto i mari. La nuova funzione “Ocean” consente di tuffarsi letteralmente nelle acque e vedere il paesaggio sottomarino con le sue montagne sommerse, i vulcani e le grandi fosse oceaniche. Ecco un esempio con il nostro Stromboli... visto dal basso!

Anche senza spostarsi troppo lontano, basta un tuffo nel nostro Tirreno per rimanere affascinanti dai profili sommersi delle isole Eolie, o i numerosi “mounts” coni vulcanici sottomarini alcuni davvero imponenti come il monte Marsili. Per assaporare meglio la visuale è consigliabile entrare in acqua con un basso angolo di impatto, in modo da avere come riferimento in alto la superficie del mare, e gustare al meglio le morfologie sottomarine.
Il ricco menù Ocean si trova nella sezione “Livelli”, a sinistra nella schermata di Google Earth, e offre la possibilità di visitare bookmarks interessanti del National Geographic, della BBC Earth, dei luoghi preferiti del mitico Comandante Cousteau, oltre che ad altre simpatiche funzioni come quella del “Monitoraggio Animali” con la quale si possono seguire i percorsi dei pesci ed altri mammiferi marini, simulando il loro tragitto sottomarino. Completano la scelta il monitoraggio sullo stato di salute degli oceani, le aree marine protette e la posizione dei relitti, oltre che ad indicazioni per gli amanti di sport come, surf, immersioni e kite surf.

Se il pianeta Terra vi sta comunque stretto, e volete sognare una vacanza davvero fantascientifica, allora basta scegliere dal menu in alto una visualizzazione diversa: la funzione Sky era già presente, ma da oggi è possibile visualizzare il pianeta Marte: proprio come per la Terra è possibile esplorare la superficie del pianeta Rosso, compiere voli virtuali su di esso, ammirare i suoi canyon ed enormi vulcani. Nella foto la superba Valles Marineris, il più grande canyon del Sistema Solare. Davvero vi sembrerà di aver aderito ad un programma di turismo spaziale, simulando la vostra partenza da terra e l'arrivo nel lontanissimo mondo incantato di Marte.

In collaborazione con: http://www.ilturista.info/
Sito ufficiale: earth.google.it

lunedì 9 febbraio 2009

Rivoluzione nel cielo ai raggi gamma!

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(Il cielo nella banda dei raggi gamma osservato da Fermi in soli 3 mesi! - Credits Fermi/LAT Team)
(HEASARC Picture of the Week)

Finalmente è pubblica la lista delle sorgenti osservate da Fermi durante i primi 3 mesi di attività. Per il momento, sono "solo" le sorgenti più brillanti e sono già 205! EGRET in tutta la sua vita (9 anni) ne ha osservate in tutto 271, mentre AGILE in un anno ne ha osservate 40. Già questi numeri danno un'idea delle prestazioni eccezionali che Fermi sta dimostrando, ridisegnando le nostre conoscenze del cielo osservato ai raggi gamma.
Molte le novità, a cominciare dalle sorgenti galattiche che ora non si limitano più alle pulsar, ma includono anche i microquasar (anche se già osservati al TeV). C'è anche un ammasso globulare, 47 Tucanae: si pensa però che l'emissione sia la somma delle pulsar all'interno dell'ammasso, piuttosto che qualche cosa dovuta all'ammasso stesso. C'è una nuova radiogalassia, NGC 1275 (Perseo) e diverse altre sorgenti non ancora identificate.
Comunque, la mole di informazioni che Fermi ha reso disponibile in soli 3 mesi è veramente impressionante e si preannuncia un vero e proprio El Dorado per tutti gli studiosi del settore.

lunedì 2 febbraio 2009

Eventi del Mese - Febbraio 2009

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Questi i principali eventi astronomici del mese di febbraio 2009.

Luna
3 febbraio: primo quarto di Luna (ore 00e12 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 373.906 km
Dimensione apparente della Luna: 32'15"
9 febbraio: Luna piena (ore 00e45 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 365.889 km
Dimensione apparente della Luna: 33'12"
16 febbraio: ultimo quarto di Luna (ore 22e36 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 403.747 km
Dimensione apparente della Luna: 30'15"
25 febbraio: Luna nuova (ore 02e34 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 397.674 km

Piogge meteoriche
Nessuna di particolare rilevanza.

Pianeti
Mercurio per tutto il mese sarà la stella del mattino e il 14 febbraio raggiungerà la massima elongazione ovest (magnitudine +0,08). Pur trovandosi a ben 26° dal Sole, osservare il pianeta più piccolo del Sistema Solare non sarà facile; l’angolo tra l’eclittica e l’orizzonte è decisamente sfavorevole e il pianeta si troverà sempre molto basso sopra l’orizzonte.
Venere sarà l'astro per eccellenza della sera con una “mostruosa” magnitudine pari a -4,6. A metà del mese di gennaio si è trovato alla massima distanza angolare dal Sole, ma, grazie all’aumento dell’angolo tra orizzonte ed eclittica, si troverà sempre più alto sopra l’orizzonte per cui facilmente visibile. Un vero spettacolo! Avvicinandosi alla congiunzione inferiore (il 27 marzo), la sua falce si assottiglierà sempre più aumentando in dimensione (vedere l’immagine).
Marte emerge lentamente dalla congiunzione avvenuta il 5 dicembre scorso. Durante il mese passa da 15° ad appena 21° di distanza angolare dal Sole. Tra l’altro il disco è veramente piccolo: appena 4 secondi d’arco. Difficile da osservare.
Giove reduce anche lui dalla recente congiunzione, si trova a destra del Sole da cui si allontana velocemente. A fine mese si trova già a 27° di distanza dalla nostra stella, ma vale per il pianeta gigante il discorso fatto per Mercurio: per osservarlo la mattina, prima del sorgere del Sole, occorre un orizzonte decisamente libero.
Saturno si sta rapidamente avvicinando all’opposizione (il 7 marzo) per cui sta offrendo il meglio di sé sempre sotto le zampe posteriori del Leone, tra il Sestante e la Vergine. Ormai l’inclinazione degli anelli sta per essere azzerata (tra la fine di agosto e l’inizio di settembre); vedere l’immagine a fianco.
Urano è difficilmente osservabile, subito dopo il tramonto del Sole, anche ad inizio mese, quando si trova più di 25° alla sua sinistra, tanto più che si muove rapidamente verso la congiunzione con il Sole (13 marzo); Nettuno è del tutto inosservabile, essendo in congiunzione con il Sole il 12 febbraio.

Eclissi
9 febbraio
: eclisse lunare di penombra, non visibile in Romagna in quanto la Luna sorge praticamente quando l'eclisse termina (poco dopo le 18e30 tempo locale). Vedere l'immagine a fianco in cui sono evidenziate le zone di ombra e penombra proiettate dalla Terra.

Altri fenomeni
10 febbraio
: una Luna quasi piena (fase al 98%) sorge un’ora prima di Saturno.
13 febbraio: poco prima della mezzanotte, Luna (fase al 77%) e Spica sorgono insieme.
Dal 18 febbraio a fine mese: Mercurio, Giove e Marte giocano a rincorrersi; i tre pianeti sono molto (ma molto...) bassi sopra l’orizzonte verso sud-est, poco prima del sorgere del Sole. Il 23 partecipa alla tripla congiunzione anche una sottilissima falce lunare calante (fase al 3%). Occorre un orizzonte liberissimo!
27 febbraio: una sottile falce lunare crescente (fase all’8%) sembra una tazza su cui cade una goccia: Venere! Guardare verso ovest dopo le 18e30 (vedere l'immagine a fianco).




Attività Antares
Venerdì 13 febbraio: Serantares
Liceo Scientifico di Lugo
"I gioielli del Cielo visti da un astrofotografo"
Le spettacolari immagini di Giovanni Cortecchia
(seguirà locandina)

By Daniela e Angelo

domenica 1 febbraio 2009

Cassini conferma: laghi di idrocarburi su Titano alimentati da piogge, ed in crescita!

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Le recenti immagini di Titano, inviate dalla sonda spaziale da Cassini della NASA , confermano la presenza di laghi di idrocarburi liquidi, e evidenziano delle variazioni di livello nei laghi, probabilmente portati da precipitazioni di metano. Titano infatti possiede una densa atmosfera, e le temperature della sua superficie sono prossime a quelle del punto triplo del metano, e cioè a valori intorno a -180 °C. A questi valori si può avere la coesistenza delle tre fasi del metano, liquida solida e gassosa, per mettendo quindi di avere un atmosfera dalle dinamiche complesse, in cui possono entrare in gioco le energie dei calori latenti di trasformazione di stato.

Per diversi anni, gli scienziati di Cassini hanno sospettato che le aree scure vicino ai poli nord e sud di Titano, il più grande satellite di Saturno, potessero essere laghi riempiti da idrocarburi liquidi. Un'analisi pubblicata il 29 gennaio sulla rivista "Geophysical Research Letters" con recenti immagini della regione polare sud di Titano, rivela la presenza di nuovi laghi, che non si vedevano nelle immagini di una stessa area fotografata in precedenza. La presenza di ampi sistemi nuvolosi che avevano coperto la zona in passato, suggerisce che i nuovi laghi potrebbero essere il risultato di forti rovesci di "pioggia", e che alcuni laghi di Titano devono quindi essere condizionati nella loro esistenza, distribuzione e dimensione principalmente dalle variazioni stagionali e meteorologiche della luna di Saturno.

Le telecamere ad alta risoluzione di Cassini (Imaging Science Subsystem - ISS) hanno ormai mappato globalmente la superficie di Titano. Una mappa aggiornata di Titano, pubblicata qualche giorno fa dal Cassini Imaging Team, comprende le prime immagini nel vicino infrarosso della principale porzione del "Lake District" (distretto dei laghi) nell'emisfero settentrionale di Titano, fotografato tra il 15-16 agosto 2008. Queste immagini ISS completano le precedenti acquisizioni ad alta risoluzione, ottenute dagli strumenti di Cassini nel visibile, nell'infrarosso, con il Mapping Spectrometer (VIMS) e il RADAR.

Tali osservazioni hanno documentato un maggior accumulo di metano liquido nel nord rispetto all'emisfero sud della luna. E dal momento che il nord si sposta verso l'estate, gli scienziati del team Cassini prevedono la formazione di grandi sistemi di nubi convettive, e un maggior tasso di precipitazioni rispetto alle aree del sud, e queste piogge potrebbero riempire ulteriormente i laghi del nord con grandi quantitativi di idrocarburi liquidi.

Alcuni dei laghi polari del nord posseggono grandi dimensioni. Il mare di Kraken se riempito completamente, arriverebbe ad una superficie di 400.000 chilometri quadrati, diventando quasi cinque volte più esteso del Lago Superiore del Nord America. Tutta l'area scura della regione dei "laghi", come osservata da ISS, riesce a coprire circa 510.000 chilometri quadrati, una superficie quasi il 40 per cento più grande del Mar Caspio, il lago più grande della Terra! Nella foto un esempio delle variazioni stagionali incontrate.

Tuttavia, manca del metano all'appello. Per completare il "ciclo del metano" e cioè un processo che veda l'evaporazione del metano, la sua condensazione e precipitazione nei laghi, la dimensione di questi bacini risulta insufficiente. L'evaporazione dai laghi non riuscirebbe a sostenere da sola il ciclo, portandalo a termine in meno di 10 milioni di anni. La spiegazione data al momento è che devono esistere dei serbatoi sotterranei di metano, che contribuiscono al completamento del ciclo. Cassini potrebbe quindi svelarci ancora dei nuovi segreti, magari esplorando meglio le zone equatoriali, apparentemente prive di laghi di metano.

Centaurus A svelata in tutta la sua magnificenza

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L'ESO ci regala un'altra grande emozione, svelando gli effetti di un buco nero all'interno della galassia NGC 5128, conosciuta anche come Centaurus A per via della sua radiosorgente di raggi X.
Getti e lobi provenienti da un buco nero centrale sono stati fantasticamente fotografati per la prima volta, riprendendo la galassia a livello di lunghezze d'onda sub-millimetriche.
I nuovi dati, forniti dal telescopio dell' Atacama Pathfinder Experiment (APEX) in Cile, che è gestito dalla European Southern Observatory (ESO), sono stati combinati con immagini nel visibile e nelle lunghezze d'onda dei raggi X per produrre questa sorprendente nuova immagine.

Centaurus A la è più vicina galassia gigante della Terra, trovandosi ad una distanza di circa 13 milioni di anni-luce,in prospettiva nella costellazione del Centauro, ad una declinazione celeste che la rende visibile, in teoria, anche dal nostro osservatorio di Monteromano. Si tratta di una galassia ellittica, che attualmente si sta fondendo con una galassia compagna, di tipo a spirale, con il risultato di mostrare intense aree di formazione stellare che la rendono uno dei più spettacolari oggetti nel cielo. Centaurus A ospita una attiva e luminosa regione centrale, che emette forti radiazioni a livello delle onde a radio e delle lunghezza d'onda dei raggi X, tutti sintomi della presenza di un buco nero super massiccio al suo centro.

In questa immagine, vediamo l'anello di polvere che circonda la galassia gigante e i radio-getti espulsi a grandi velocità dal centro della galassia, le firme della presenza del "mostro" centrale di Centaurus A. Nelle lunghezze d'onda sub-millimetriche, vediamo non solo il bagliore dal disco centrale di polveri , ma anche l'emissione della radio-sorgente centrale e, per la prima volta per queste lunghezze, i radio-lobi più interni a nord ed a sud del disco. Misurazioni di queste emissioni, che si verificano quando elettroni in rapido movimento spiraleggiano intorno alle linee di un campo magnetico, rivelano che il materiale del getto sta viaggiando a circa la metà della velocità della luce. Grazie alla emissione di raggi X, vediamo i getti emergere dal centro di Centaurus A e, in basso a destra dalla galassia, il bagliore creato dal lobo in espansione che si scontra con il gas circostante, creando un'onda d'urto.
Da rimanere senza fiato!