venerdì 29 maggio 2009

Galassie a "sorpresa" !!!

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Doppia sorpresa per noi... visto che tra i ricercatori che hanno fatto la scoperta troviamo anche il nostro Luigi Foschini!!! Complimentoni Luigi!!!




Comunicato INAF del 29/05/2009

Il satellite Fermi scopre raggi gamma emessi da un nuovo tipo di sorgente cosmica



Il satellite Fermi, di NASA, ha rilevato l’emissione di raggi gamma da un nucleo galattico attivo che, per quanto finora noto, non avrebbe avuto le caratteristiche per produrli. La scoperta è stata realizzata da un team internazionale di scienziati, tra cui vari ricercatori dell’INAF, utilizzando lo strumento LAT, montato a bordo di Fermi. LAT, Large Area Telescope, è stato realizzato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, INFN, con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana. I risultati della scoperta sono in corso di pubblicazione sulla rivista The Astrophysical Journal e una versione preliminare dell’articolo è già disponibile su Web.


“Fino a oggi, era nota l’esistenza di due soli tipi di nuclei galattici attivi (AGN) che emettono raggi gamma di alta energia, cioè oltre 100 MeV: i blazar e le radiogalassie, entrambi caratterizzati dalla presenza di un getto in movimento a velocità prossime a quella della luce” commenta Luigi Foschini, dell’Osservatorio Astronomico INAF di Brera, che ha effettuato la scoperta. “Con Fermi abbiamo rivelato l’emissione di raggi gamma anche da un terzo tipo di AGN, chiamato "radio-loud narrow-line Seyfert 1". Queste sorgenti sono già note per essere prive di getti, ma ora l'osservazione con lo strumento LAT di raggi gamma da una di queste sorgenti, il quasar PMN J0948+0022, ci segnala il contrario”.

Nei nuclei galattici attivi sono proprio i getti di particelle che viaggiano a velocità prossime a quelle della luce, detti “relativistici”, a produrre i raggi gamma che vengono registrati all’orbita terrestre. Essi vengono generati dall’urto fra elettroni molto veloci in allontanamento dal buco nero supermassiccio ospitato dall’AGN con i fotoni dell’ambiente ad esso circostante. Queste interazioni trasferiscono energia dagli elettroni ai fotoni che, via via, possono raggiungere energie fino a quelle dei raggi gamma.

La scoperta dell’emissione di raggi gamma dal quasar PMN J0948 apre nuovi ed affascinanti interrogativi per gli astrofisici, che saranno ora impegnati a capire come si inserisce questa nuova classe di oggetti celesti nello scenario proposto dalle attuali teorie sui blazar e le radiogalassie e quali sono i meccanismi che regolano la loro evoluzione.




Il quasar PMN J0948+0022 (al centro dell’immagine) osservato dallo strumento LAT, Large Area Telescope, a bordo del satellite Fermi. L’immagine è stata ottenuta registrando i raggi gamma con energia oltre 200 MeV emessi dal corpo celeste nell'arco di 5 mesi, dall'agosto al dicembre 2008
(Cortesia NASA/DOE/Fermi LAT Collaboration)




Per cercare di comprendere più a fondo la natura di PMN J0948, il team di scienziati della Collaborazione Fermi/LAT è di nuovo all'opera: sta infatti analizzando la grande mole di dati in costante arrivo dallo strumento LAT per individuare nuclei galattici attivi con caratteristiche analoghe a quello appena scoperto. Ma non solo. “Abbiamo organizzato una campagna di monitoraggio dettagliato di PMN J0948, iniziata lo scorso 26 marzo e che terminerà a fine giugno” prosegue Foschini. “Da questi dati raccolti in circa 3 mesi di osservazioni con strumenti e installazioni che coprono tutto lo spettro elettromagnetico, speriamo di raccogliere qualche informazione fondamentale per comprendere meglio la natura di questa nuova sorgente. Dalle analisi preliminari dei dati si vedono già cose molto interessanti, ma questa è un'altra storia che sarà "narrata" in un prossimo articolo...”



Gli altri scienziati INAF che hanno partecipato al lavoro che verrà pubblicato sulla rivista The Astrophysical Journal sono : Patrizia Caraveo (IASF-Milano), Gabriele Ghisellini (Osservatorio Astronomico di Brera), Marcello Giroletti (IRA Bologna), Laura Maraschi, Gianpiero Tagliaferri e Fabrizio Tavecchio (Osservatorio Astronomico di Brera).

Per informazioni: Luigi Foschini, INAF-Osservatorio Astronomico di Brera,
tel. 039 59 71 058, cell. 333 46 29 648, e-mail luigi.foschini@brera.inaf.it

Questo comunicato INAF esce allo stesso tempo della press release di NASA



La versione preliminare dell'articolo sulla scoperta dell'emissione di raggi gamma dal quasar PMN J0948+0022 è disponibile a questo indirizzo

martedì 26 maggio 2009

Aspettando le prime immagini... inizia il lungo viaggio del James Webb Space Telescope

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Eccolo, il telescopio spaziale Hubble rimesso a nuovo dalla missione STS-125!




Adesso passeranno circa tre mesi, durante i quali i tecnici della missione Hubble completeranno i test e le calibrazioni della nuova strumentazione installata a bordo del telescopio spaziale.

Nei 19 anni e un mese di funzionamento fino ad oggi, HST ha compiuto oltre 111mila orbite, effettuato più di 800mila osservazioni da cui sono scaturite oltre 7mila pubblicazioni che hanno rivoluzionato l’astronomia moderna. E dopo l’ultima missione di servizio, il telescopio spaziale promette altri 5 anni di fuoco; non è difficile prevedere nuove scoperte e bellissime immagini! Hubble tornerà a stupirci presto.

Nel frattempo è iniziato il lungo percorso del suo sostituto: il James Webb Space Telescope (JWST), che nel 2014 sostituirà il glorioso Hubble Space Telescope (HST). Il progetto prevede la costruzione di uno specchio del diametro di 6,5 metri, composto da 18 specchi esagonali (vedi immagine) con una capacità di raccolta 6 volte maggiore di Hubble.
Funzionerà nell’infrarosso per carpire la debole luce arrossata (spostata verso il rosso) proveniente dai confini dell’Universo e sarà mantenuto ad una temperatura di -238°C per non essere disturbato dalla emissione dei suoi stessi componenti. Sarà posizionato nel punto lagrangiano L2, dove la gravità terrestre e quella solare si equivalgono, ad una distanza di 1,5 milioni di km dalla Terra.
Nonostante le sue notevoli dimensioni (72 piedi, pari a circa 22 metri), il nuovo telescopio spaziale sarà solamente 6,2 tonnellate, circa la metà di Hubble!

Dicevamo del lungo percorso che porterà alla realizzazione di JWST nel 2014. Nel luglio 2008 la NASA ha approvato il passaggio del progetto alla fase realizzativa. Lo specchio ha iniziato a prendere vita nelle miniere di berillio dell’Utah. La polvere di questo prezioso e leggero metallo (oltre 4 volte più leggero del ferro, anche se ben più rigido) è stata poi lavorata in Ohio per eliminarne i gas residui. Gli specchi grezzi sono poi stati sottoposti ad un processo di alleggerimento in Alabama: il 92% della massa grezza è stata rimossa senza compromettere la solidità della struttura.La fase successiva (la levigatura della superficie, per esempio) è attualmente in progress, come la produzione di altre parti dello strumento. In questa impresa sono coinvolti enti spaziali e aziende private che operano nell’alta tecnologia.
Il nuovo telescopio spaziale è già in viaggio!

Gobba a ponente... Luna crescente e ISS stupefacente!

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Non sarà un capolavoro ma non ho saputo trattenermi dal tentare uno scatto (anche due o tre...) ieri sera.

Ovvio che altri hanno eccelso... ma avevano a disposizione anche altre risorse :



Poi alle 21.56 un passaggio della ISS ha lasciato tutti i presenti in giardino allibiti e a bocca aperta... luminosità intensa con traiettoria allo zenith e clamoroso flare (-3.7 di magnitudine) poco prima di passare in ombra... se non avessi preavvisato (avendo guardato gli orari previsti!!!) mi avrebbero dato del pazzo e creduto agli UFO :-)

Domani è previsto un altro passaggio simile... ma chissà se il meteo sarà magnanimo?!

eccovi la tabella calcolata sulle coordinate di Monteromano, ma potete personalizzarla usando il plug in che trovate in fondo al nostro BLOG !!!



Provare per credere!!!

lunedì 25 maggio 2009

Caldo... ma il Sole è ancora al minimo

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Non che la cosa sia da mettere in relazione però, dato che pensare al caldo opprimente di questi giorni porta inevitabilmente a dire "Che Sole!"... sono andato a vedere se ci sono novità e questo è quanto appena pubblicato :

Il Sole è ancora "fermo ai box" ancorato ad un profondo minimo solare. Ultimamente, però, attenti osservatori hanno notato una certa "attività" sul disco solare. Eric Roel ha messo in rete questa immagine (vedi sopra) del 23 maggio catturata dal suo osservatorio a Valle de Bravo, Messico.

Altre immagini recenti :



domenica 24 maggio 2009

Atlantis ! touchdown!

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Atterrato! Splendidamente ma ad Edwards.

Atlantis e il suo strepitoso equipaggio della missione STS-125 sono atterrati oggi, Domenica 24 Maggio, in condizioni di sicurezza alla Base Aerea di Edwards dopo aver completato l'Hubble Servicing Mission.

La missione li ha visti percorrere 5.3 milioni di miglia in orbita terrestre e svolgere ben 5 spacewalks (passeggiate spaziali) per riparare e aggiornare il telescopio più famoso del mondo.



Ecco il video per chi non ha seguito la diretta su NASA TV :




Welcome Home, Atlantis !

Durante la conferenza stampa della NASA a Cape Kennedy, il responsabile Ed Weiler ha dichiarato: "Ora, e solamente ora, possiamo dichiarare questa missione un successo totale. Gli astronauti sono rientrati sani e salvi a terra."

Weiler ha detto che il telescopio Hubble ha chiamato la NASA ad una grande rimonta storica. Il pubblico continua ad essere affascinato dalle immagini del cosmo realizzate dal telescopio spaziale e spera di vedere HST operare nel suo terzo decennio di servizio.



Mike Moses (NASA Launch Manager) ha convenuto che questa è stata una fantastica missione. "Siamo molto soddisfatti di avere visto atterrare correttamente Atlantis", ha detto Moses. Egli ha anche detto che l'equipaggio ha fatto un ottimo lavoro durante i tentativi di riportare lo shuttle a Cape Kennedy, anche se le condizioni meteo non erano favorevoli.

Mike Leinbach, direttore di lancio, si è congratulato con la STS-125 e l'equipaggio elogiando anche i membri dell'equipaggio di Endeavour che erano pronti e sono rimasti in attesa, nel caso che l'intervento della navetta spaziale si rendesse necessario per una missione di salvataggio di Atlantis.

Ha anche detto che la NASA è già concentrata sulla prossima data del 13 giugno per la missione di Endeavour verso la Stazione Spaziale Internazionale.

sabato 23 maggio 2009

NASA nuovo amministratore e atterraggio Shuttle rinviato

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NASA ha rinviato nuovamente l'atterraggio di Atlantis per le pessime condizioni meteo a Cape Kennedy.

Domani nuova opportunità e in alternativa resta sempre Edward anche LUNEDI'.

Intanto gustatevi queste 2 splendide immagini, la prima di Hubble mentre si allontana dallo Shuttle e l'altra... beh parla da sola!





Nel frattempo... ecco la news originale !

Bolden nominated for NASA administrator
Posted: Sat, May 23 9:47 AM ET (1347 GMT)

Charles Bolden (USMC) The White House announced Saturday morning that it has nominated former astronaut Charles Bolden as NASA administrator. Bolden first emerged as a candidate for the position in January and was backed by Senator Bill Nelson (D-FL), who chairs the Senate subcommittee with oversight of NASA, but had been thought to be the preferred choice of the Obama Administration until recently. Bolden did meet with the president earlier in the week. Bolden, a retired Marine Corps general, was a NASA astronaut from 1980 to 1994, serving as pilot of two shuttle missions and commander of two more. At the same time as the Bolden nomination the White House announced that it was nominating Lori Garver, a former executive director of the National Space Society who worked at NASA during the late 1990s, as deputy administrator. The unusual timing of the nomination, at the beginning of a three-day holiday weekend, was thought by some to be tied to the STS-125 shuttle mission, which was set to end this morning. However, the landing was postponed until Sunday around the time of the announcement.

venerdì 22 maggio 2009

Rinviato rientro di Atlantis

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La Nasa decide rinvio rientro Atlantis
a causa del maltempo che imperversa sulla Florida

La Nasa ha ufficialmente deciso il rinvio del rientro dello shuttle Atlantis a causa del maltempo che imperversa in Florida.

L'atterraggio della navetta era originariamente previsto al Kennedy Space Center nel pomeriggio di oggi (ora italiana).

La Nasa ha annullato entrambi i tentativi di rientro (il primo previsto alle 16.00, ora italiana e il secondo delle 17:39) della navetta, reduce da una missione di 11 giorni per riparare il telescopio Hubble.

Domani, la prima opportunità di atterraggio al Kennedy Space Center è alle 9:16 AM. Nel frattempo sarà attivato anche lo spazio porto di Edwards Air Force Base in California.

Buon 10° Compleanno Monteromano!

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Ebbene Sì!!!

Il 22 MAGGIO di 10 ANNI FA, in cima a quel monte dal dolce declivio nel punto in cui ci ospita facendoci svettare con un invidiabile panoramica a 360° senza ostacoli di sorta, si svolgeva una cerimonia che per noi tutti, protagonisti dell'impresa (Pozzi, Mecati, Ballardini, io ed Enrico in primis) è stata e rimarrà scolpita nei nostri cuori perchè coronamento di una grandissima sfida.

Un pensiero va, d'obbligo e di sentimento, a GIULIO TAMPIERI, il nostro Cavaliere delle Stelle. Con la sua "innocente" proposta di farci riattivare il telescopio della famiglia BARTOLOTTI che poltriva "incolto" in cima ad una vecchia specola in assenza del suo carismatico proprietario prematuramente scomparso, diede il via all'epica impresa. Facendo scaturire quella inestimabile scintilla di magnanimità nel nostro attuale Presidente Onorario, LUIGI POZZI, il quale ci fece improvvisamente diventare "ADULTI" (inteso come carico di responsabilità) offrendoci quel minimo (si fa per dire!) di risorse economiche e disponibilità personale in modo inaspettato e soprattutto disinteressato se non per poter essere ricordato nel tempo per aver realizzato qualcosa che lo affascina e che trasmette un importante carico di valori a chi lo frequenta : un vero osservatorio astronomico.

Avrò poi modo di approfondire (e integrare con immagini) questo mio intervento in veste di Presidente dell'associazione ma anche e soprattutto di fondatore ma adesso voglio procedere riproponendovi il discorso inaugurale che pronunciò Enrico, Direttore dell'Osservatorio ANTARES di Monteromano per la solenne occasione :


Discorso di inaugurazione dell'Osservatorio Astronomico di Monteromano


Dr. Enrico Montanari, Monteromano di Brisighella 22 Maggio 1999


Circa 23.000 anni fa un raggio di luce è partito dai confini della nostra galassia ed alla velocità di 300.000 km al secondo ha iniziato il suo viaggio verso di noi. 5000 anni fa, quando ancora l'uomo doveva incominciare a scrivere le sua pagine di storia, il raggio si trovava ancora distante più di 47 milioni di miliardi di chilometri. Poi l'uomo scoprì il cielo e l'astronomia, la prima scienza, che regolava il succedersi delle stagioni, e varie civiltà si sono succedute secolo dopo secolo, in un'alternanza di progressi e sconfitte. Ed infine oggi, questo debole raggio terminerà la sua corsa qui a Monteromano e la concluderà regalandoci l'emozione di osservare una luce che ha attraversato millenni di storia prima di depositarsi sulla nostra retina. M13 è un ammasso globulare, contenente più di 500.000 stelle, che si trova esternamente alla nostra galassia con stelle molto vecchie che brillano da più di 10 miliardi di anni. Questo sarà il primo oggetto celeste osservato dal telescopio della donazione Bartolotti, installato nella specola principale dell'osservatorio di Monteromano. Questo telescopio Newton-Cassegrain dallo specchio principale del diametro di 36 cm, ha quindi radici profonde, radici che hanno tratto linfa dall'entusiasmo, dalla passione e dalla competenza di alcuni pionieri dell'Astronomia Lughese. L'avvocato Giuseppe Bartolotti appunto e il Professore Giovanni Roccati, entrambi scomparsi prematuramente e da noi tutti fortemente rimpianti; ma anche Mario Minardi, il Cavalier Giulio Tampieri, ed il Professore Francesco Dalla Valle oggi qui presenti e che saluto con grande gioia. Trent'anni fa quando il nostro raggio di luce si trovava ancora a 283 mila miliardi di Km, questi uomini costruirono telescopi tra i più grandi allora installati in Italia, strumenti ancora oggi validissimi, e che hanno bisogno per funzionare solamente di un cielo buio e limpido. Ed è per questo che Monteromano diventa un simbolo: Monteromano rappresenta un baluardo a difesa della memoria della nostra Via Lattea, compagna delle notti degli uomini per migliaia di anni, ma ormai dimenticata nelle nostre troppo luminose città.

Noi oggi raccogliamo il prezioso testimone di questi uomini, testimone che cercheremo di portare con merito ed impegno fino a consegnarlo alle generazioni future.

E' stato per noi un grande onore poter raccogliere questa eredità e finalizzarla in un'opera così importante. E questo è stato possibile grazie all'entusiasmo di Luigi Pozzi, l'attuale presidente dell'associazione Antares, che ci ha coinvolti in questa avventura con una passione e tenacia senza pari. Grazie Luigi! Grazie veramente di cuore!

Costruire un osservatorio qui a Monteromano non è stata davvero un'impresa facile, e se ci siamo riusciti È stata grazie all'abnegazione di alcuni soci che hanno lavorato duramente per tre anni, e grazie alla sensibilità di molte persone, istituzioni ed aziende che non riesco a citare in questo mio breve discorso ma che ringrazieremo degnamente con una targa posta all'interno della sala panoramica.

In precedenza vi ho parlato della specola principale dell'osservatorio di Monteromano in quanto proprio qui a fianco da dove vi sto parlando sorgerà una nuova cupola atta ad ospitare un'altra importante donazione: Gabriele Contoli ha infatti devoluto all'associazione la sua attrezzatura completa, consistente in una cupola in vetro resina, in un telescopio computerizzato con specchio da 30 cm, in un computer e in una fotocamera digitale. Grazie a ciò l'Osservatorio di Monteromano sarà quindi in grado di ottenere immagini ad elevato contenuto scientifico. La struttura dell'osservatorio è quindi ben lungi, dall'essere terminata come testimonia la presenza della sala panoramica ancora in attesa di ricevere i preziosi cristalli dono della società Vetrerie Italiane, cristalli che consentiranno di fruire della struttura come fosse un planetario naturale. La decisione di inaugurare ugualmente l'osservatorio nasce dalla nostra volontà di rendere la struttura viva e fruibile già da subito, per quanti fossero interessati a scoprire le meraviglie del nostro creato. E' questa quindi la mia speranza: quella di vedere crescere un interesse che coinvolga attivamente tutte le comunità della vallata del Lamone, del Lughese e di altre parti di Romagna e di Toscana, e che porti al completamento della struttura secondo i sogni, le aspettative ed il contributo di quanti non rimangono indifferenti allo spettacolo della volta celeste.

Questi sono i programmi che vorrò sviluppare nei prossimi miei 4 anni di gestione dell'osservatorio:

Programmi costruttivi

1) ultimazione della sala panoramica da inaugurare in Settembre-Ottobre del corrente anno

2) costruzione ed attivazione della seconda specola di ricerca entro la fine dell'anno,

3) completamento della stazione meteo ed installazione di un sismografo per far si che Monteromano diventi un osservatorio scientifico in senso ampio, e non solo un sito dedicato all'astronomia.

Gestione della Struttura

L'associazione continuerà nella sua capillare attività divulgativa attraverso le lezioni nelle scuole. Come dimostrano le numerose pubblicazioni sulle principali riviste di astronomia, la professionalità e la competenza dei divulgatori Antares sono riconosciute a livello nazionale, e testimoniano del grande lavoro svolto in questi anni dal gruppo. Approfitto quindi dell'occasione per proporre alle scuole ed alle amministrazioni locali di sviluppare nuove forme di collaborazione, per stimolare l'interesse culturale e la crescita scientifica dei nostri ragazzi.

Parallelamente all'attività con le scuole il gruppo Antares continuerà ad essere presente proponendo incontri a livello cittadino in grado di fornire occasioni di formazione ed aggiornamento su gli argomenti scientifici sempre in rapida evoluzione. L'osservatorio sarà aperto al pubblico secondo un calendario annuale che verrà presto redatto, ma anche in occasione di eventi particolari non prevedibili, come la comparsa di una nuova cometa.

Ma il modo migliore per partecipare alla vita dell'osservatorio sarà quello di fare parte dell'associazione Antares. Vi comunico fin da adesso che dal prossimo Settembre ogni primo Venerdì del mese si effettueranno gli incontri del gruppo Antares presso l'aula magna del liceo scientifico di Lugo, gentilmente messa a disposizione dalla Preside dell'istituto. Gli incontri di cui troverete sviluppato il programma nel bollettino Antares, saranno aperti anche ai non iscritti dell'associazione, perchè‚ possano costituire un'occasione ulteriore di divulgazione e confronto di idee.

Non meno importante sarà l'attività di ricerca condotta dall'osservatorio, attività che si concentrerà principalmente sui corpi minori del sistema solare quali gli asteroidi e le comete, grazie soprattutto al contributo di un nostro socio fondatore, Luigi Foschini, ricercatore del CNR ed ormai riconosciuto esperto internazionale della fisica dei meteoroidi. Colgo l'occasione per salutarlo con grande piacere.

Questi sono i programmi ambiziosi che vorrò portare avanti durante la mia gestione, ma si tratterebbe di vana presunzione cercare di completare e gestire questa struttura senza l'aiuto delle comunità coinvolte nel progetto. Solo seminando assieme sarà possibile creare le basi di una struttura che dovrà essere a servizio di tutti, bambini, giovani ed adulti, che sarà riferimento in Romagna per gli anni a venire del prossimo millennio. Mi appello quindi alla sensibiltà dei singoli, alle imprese private, al municipio di Brisighella, alla Comunità montana, alla Provincia di Ravenna, a tutti coloro che direttamente o indirettamente possono concretamente contribuire alla nascita di una struttura viva, e perchè questa nostra aspettativa non vada delusa.

E termino il mio breve discorso leggendovi le parole della targa posta all'ingresso della cupola dell'osservatorio, parole che meglio di qualsiasi mio altro commento sintetizzano il ringraziamento dell'Associazione Antares ai principali artefici di questo importante progetto.

Questa costruzione è dovuta all'entusiasmo e alla grande energia di Luigi Pozzi e della sua Famiglia.

Nel 1994 con il proprio denaro e la propria opera ha dato inizio ai lavori riuscendo a suscitare aiuti e consensi tali da rendere possibile il completamento di questo osservatorio, degna collocazione del telescopio dell'avvocato Giuseppe Bartolotti di Lugo, donato dalla sua famiglia.

Possano queste montagne rimanere incontaminate per noi e per i nostri figli e questa fatica servire ad una più vasta comprensione della bellezza del creato.

Assemblea dei soci Antares

giovedì 21 maggio 2009

Atlantis STS-125 - Test pre-atterraggio e telefonata da Obama!

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L'equipaggio dello Space Shuttle ha completato la prova di funzionamento del sistema di controllo dei propulsori che servirà in fase di atterraggio ed a ridurre la velocità durante le fasi di de-orbitaggio. Si è inoltre verificata la superficie della navetta e i sistemi di controllo di volo che verranno utilizzati al momento del rientro in atmosfera.

Il momento dell'atterraggio è cambiato leggermente passando alle 10:00:31 CEST al Kennedy Space Center. Una seconda opportunità di atterraggio sarà disponibile alle 11:39 AM.

INTANTO E' DISPONIBILE LA CONVERSAZIONE INTRATTENUTA CON IL PRESIDENTE OBAMA



Presidente Obama chiama l'Equipaggio della missione STS-125
05.20.09

(TRADUZIONE APPROSSIMATIVA !!! NON INFIERITE SU DI ME!!!)


Presidente Barack Obama: Atlantis?

STS-125 Comandante Scott Altman: Salve, buona sera, signore. Atlantis è qui. Come vanno le cose a Washington?

Presidente Obama: Alla grande. Sto parlando con il Comandante Altman?

Sì, signore, sono Scott Altman, il comandante. Ho tutto il mio equipaggio qui in cabina di pilotaggio per lei.

Presidente Obama: Beh, è bello parlare con voi, comandante. Dove si trova ora esattamente? Avete qualche idea?

Altman: Controlliamo subito... Siamo a circa 200 miglia circa e ci stiamo avvicinando alle isole Galapagos, nel Pacifico.

Presidente Obama: Eccezionale. Beh, è bello parlare con voi oggi. Ho voluto personalmente dirvi come sono orgoglioso di tutti voi e di tutto ciò che avete fatto. Come molti americani, sono stato a guardare con stupore le splendide immagini della missione e della incredibile riparazione che avete eseguito nello spazio. Io penso che stiate fornendo uno splendido esempio del tipo di dedizione e impegno per l'esplorazione che rappresenta l'America e, in generale, il programma spaziale. E queste sono caratteristiche che hanno sempre fatto questo paese forte e tutti voi lo rappresentate.

Altman: Bene! La ringrazio molto, signore. Io penso che questa missione sia stata un esempio di ciò che il nostro paese può fare lavorando insieme. E 'stato un lavoro di squadra anche di tutte le persone che sono rimaste a Terra per il nostro supporto che ci ha permesso di realizzare la missione.

Presidente Obama: Beh, io so che lei ha parlato di quanto è stato incredibile questo viaggio per lei e come ... fornisce un esempio di come l'umanità possa lavorare insieme anche negli ambienti più difficili per ottenere ciò che si propone. Come ho già detto, sono rimasto stupito mentre vi guardavo, voi ragazzi... là fuori nello spazio in alcune di queste passeggiate spaziali... è stato sorprendente. E il Dr. Grunsfeld, quando ha fatto la sua osservazione in merito al fatto che Hubble è qualcosa di più di un satellite, un simbolo iconico della nostra ricerca di conoscenza... Ho pensato che rappresenta veramente in modo preciso il lavoro che voi ragazzi state facendo.

Mission Specialist John Grunsfeld: Grazie molto signor Presidente. Noi tutti lavoriamo con il cuore. Quello che mi sarebbe più difficile accettare sarebbe il non vedere in nessuna classe scolastica di dodicenni i poster dell'HST e delle sue spettacolari immagini che sono di sicura ispirazione per quelle giovani menti che un giorno potrebbero sentirsi ispirati fino a diventare astronauti e realizzare altre grandi imprese spingendo sempre più lontano le nostre frontiere.

Presidente Obama: Beh, io sò quanto avete eccitato i miei figli di 10 e di 7 anni. E le immagini che guardiamo sono per noi un tesoro ogni volta che si parla di spazio. E così, consentendo ad Hubble di continuare il suo viaggio, avete realmente consentito a tutti noi di continuare il nostro cammino di crescita e di esplorazione.

Sapete, qui a Washington, ci sono molte discussioni in merito alle cose che meritano la nostra attenzione e a dove il nostro Paese voglia arrivare. E credo davvero che voi ragazzi rappresentiate un esempio di ciò che si intende per "visione". Il programma spaziale ha sempre descritto la nostra volontà di superare i limiti degli attuali confini e di vedere le cose in modo nuovo. Quindi, in questo modo, si ispirano tutti noi, e mi auguro che voi ragazzi riconoscono quanto sia importante la vostra missione è di tutto il mondo e di questo paese. E ben presto avremo un nuovo amministratore della NASA. Non posso rivelarvelo ora, perché preferisco farlo quando sarete rientrati a Terra. Ma vi posso assicurare che è una delle mie massime priorità ripristinare quel senso di stupore che può offrire lo spazio trasformandosi una vera miniera di risorse... abbiamo un forte spirito di missione e questo vale non solo all'interno della NASA, ma per l'intero paese.

Atlantis: Beh, noi ringraziamo molto, signor Presidente per il suo interesse nella NASA e l'esplorazione dello spazio. Siamo d'accordo con lei sul fatto che questa missione abbia, speriamo, mostrato a molti quello spirito di esplorazione. Giusto così... tanto per essere sicuri... il nuovo amministratore non è nessuno di noi in cabina di pilotaggio ora, vero?

Presidente Obama: (ride) non mi va di dirvi troppe indicazioni.

Atlantis: Grazie molte... Va bene, signore

Seguono alcuni divertenti scambi di battute in merito al fatto che si riesca a vedere o meno dallo shuttle se il giardino di casa Obama a Chicago sia mantenuto ben rasato o meno e altre sciocchezzuole per rendere più informale la conversazione prima dei rituali saluti e auguri di buon rientro, cosa che mette sempre in grande apprensione, e con evidente plausibilità, le famiglie degli astronauti.

Potete comunque verificare la mia approssimativa e maccheronica traduzione ed anche ascoltarne l'originale audio sul sito NASA !

eccovi i link!

TESTO (INGLESE)

REGISTRAZIONE AUDIO OBAMA-STS125

mercoledì 20 maggio 2009

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Storico scatto che precede le operazioni di rilascio del "nuovo" HST !

martedì 19 maggio 2009

Hubble sganciato dallo Shuttle Atlantis

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Procedono puntuali le operazioni di rilascio e riorbitaggio dell'HST. Nel frattempo anche le operazioni di riassetto dello Shuttle per il rientro in atmosfera sono iniziate. Nonostante i media che non sembrano degnare di attenzione questa epica missione (quanto meno in Italia) i nostri nuovi eroi hanno già lasciato un segno tangibile del loro lavoro lì, a brillare sotto i potenti raggi del Sole al di fuori del guscio protettivo terrestre.



Fine lavori con thrilling sul telescopio spaziale.

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Bellissima immagine degli astro-meccanici all'interno del HST! La quinta ed ultima EVA (Extra Vehicular Activity) è terminata con successo dopo oltre sette ore rispetto alle 5 programmate e non ha mancato di offrire momenti di suspence quando uno degli astronauti ha inavvertitamente urtato contro una delle antenne a basso guadagno che servono a trasmettere i dati verso Terra e si è visto staccare un pezzo dell'antenna.

Dopo uno scambio preoccupato di frasi tra astronauti e centro di controllo si ritiene che si tratti di un pezzo di nastro (fissaggio aggiuntivo?) che quindi è ininfluente per il funzionamento del dispositivo.

Fortunatamente da Houston hanno immediatamente eseguito dei check e tutto pare avere risposto senza problemi di sorta e quindi si sono precipitati a rassicurare l'astronauta che era rimasto decisamente mortificato per l'inatteso inconveniente. Il centro di controllo ha poi proseguito la comunicazione con gli astronauti sottolineando il fantastico lavoro svolto che ha praticamente rinnovato, anzi, resuscitato HST mettendolo in condizioni di trascorrere altri 10 anni al servizio della comunità internazionale alla ricerca delle risposte ai grandi interrogativi scientifici sull'universo.



Sentire gli astronauti complimentarsi tra loro e riconoscere di aver svolto attività incredibili se non ritenute pressochè ai limiti del possibile fino a quando non si riscontra la correttezza delle operazioni eseguite è decisamente emozionante. In genere si percepisce il complimento di rito ma in questo caso abbiamo ascoltato vero entusiasmo da parte del team e prima ancora di rientrare a Terra hanno già cominciato a ringraziare anche tutti i team tecnici e le persone eccezionali che hanno consentito di realizzare questa missione epica. Uno degli astronauti ha esclamato "Mr Hubble non è mica un semplice satellite!".

"Se dimostriamo di riuscire a fare queste operazioni complesse di manutenzione ed assemblaggio viaggiando a circa 17.500 miglia all'ora (28.000 km/h) in orbita Terrestre significa che siamo veramente in grado di fare grandi cose alla NASA"

I toni trionfalistici si sommano all'emozione degli scienziati a Terra che non vedono l'ora di verificare sul campo (stellare) il New HST.

La missione ora proseguirà con il riposizionamento in orbita del telescopio spaziale al quale farà seguito la delicata fase di rientro dell'Atlantis.

Ribadisco: Epica impresa meritevole di grande audience e clamore scientifico-tecnologico.

lunedì 18 maggio 2009

Iniziata la quinta e finale operazione sul telescopio spaziale

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Gli astronauti Grunsfeld e Feustel hanno iniziato la quinta e ultima passeggiata (si fa per dire!!!) SPAZIALE dalla missione STS-125 alle 8:20 AM CET. La durata prevista è di 5 ore e 45 minuti.

Grunsfeld indossa una tuta spaziale contrassegnata con strisce di colore rosso mentre Feustel indossa una tuta spaziale bianca (per distinguerli nelle immagini).




Per questa attività extraveicolare, gli astronauti eseguiranno alcune funzioni di configurazione per poi passare ad installare la seconda batteria di sostituzione dell'HST in un comparto attrezzature sopra la Wide Field Camera 2 e accanto a quello in cui il primo set di batterie è stato installato durante la seconda "EVA" del volo.

I due astronauti devono rimuovere e sostituire uno dei tre sensori di orientamento di precisione, FGS-2, utilizzato per fornire le informazioni di puntamento per HST.

Grunsfeld e Feustel dovranno inoltre, come ultimo compito prima di chiudere il telescopio, rimuovere e sostituire le coperte termiche (NOBL) che proteggono l'elettronica di Hubble.

domenica 17 maggio 2009

Amarcord...

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Il post di Roberto Grazie Internet, mi stimola alcuni ricordi che desidero condividere. Certamente, internet ha operato una rivoluzione culturale di cui ben pochi si capacitano. Fra l'altro, il 2009 segna il quarantesimo compleanno della rete. Fu proprio nel settembre 1969 che i primi pezzi vennero assemblati nei laboratori dell'Università della California a Los Angeles (UCLA) sotto la guida di Leonard Kleinrock, che aveva sviluppato il concetto di "commutazione di pacchetto", il principio base di internet. Questo concetto si basa sul principio di poter suddividere i messaggi in tanti pacchetti che possono essere trasmessi separatamente.
Internet ha anche avuto una "mamma", a sua volta nata negli anni cinquanta dopo il lancio dello Sputnik che aveva profondamente scosso gli USA. Questo progetto era infatti sotto la guida dell'Advanced Research Projects Agency (ARPA), gestita dal Dipartimento della Difesa. Lo scopo di questa rete, Arpanet, era di permettere la condivisione delle informazioni dei ricercatori statunitensi. Il primo nodo della rete ARPA era appunto a UCLA, a cui si aggiunsero, entro la fine del 1969, anche Stanford, l'Università della California a Santa Barbara e l'Università dello Utah. Nel 1971, l'ARPA fu sciolta per poi essere ricreata come DARPA (Defence Advanced Research Projects Agency), che sviluppò il protocollo TCP/IP, che è una sigla nota per chiunque usi internet. Poi anche DARPA si sciolse, negli anni novanta i ricercatori del CERN svilupparono il protocollo WWW e internet era ormai diventata adulta e in grado di andare avanti per conto suo. Siamo ormai a oggi... al mondo dei blog, delle informazioni accessibili a tutti quanti, a parte coloro che abitano in quei paesi ancora dominati da dittature o coloro che non hanno neanche i soldi per comprarsi il pane.
Anche i computers si sono evoluti moltissimo in questi anni: ricordo che iniziai a usare il mio primo computer nel 1981 e si trattava un Apple II, con 48 kb di memoria e dischi floppy da 5 pollici e un quarto. Mio padre lo aveva acquistato per l'ufficio e la sera sgattaiolavo lì per iniziare a apprendere i fondamenti della programmazione per mezzo del celebre motto del Cimento "Provando e riprovando"....
All'Università, nel 1985, ebbi la fortuna di essere nell'ultimo corso che faceva uso di schede perforate: ciascuna istruzione di un programma era una scheda con perforazioni in certe posizioni predefinite. Preparato il programma, si consegnava il pacchetto di schede all'operatore del Centro di Calcolo che eseguiva il programma e restituiva un tabulato in cui erano riportati i risultati del programma con eventuali messaggi di errore che il programmatore aveva inserito per controllare il software. I grafici allora si facevano usando la larghezza del foglio della stampante come asse delle ascisse e la lunghezza del foglio come asse delle ordinate. Un asterisco posizionato alla riga y e a x spazi dal lato sinistro del foglio rappresentava il valore della funzione desiderata alle coordinate (x, y).
Poi a fine anni ottanta, arrivò il mio primo "personal computer", un "clone" Intel 8088 grande quanto una valigia, che aveva 640 kb di memoria, ben 2 floppy da 5.25" e - meraviglia delle meraviglie - un hard disk da ben 20 Mb!
Fu invece dopo il 1993, quando avevo iniziato a collaborare con l'Istituto FISBAT del CNR di Bologna (oggi ISAC-CNR), che entrai in contatto con il web. Il primo browser si chiamava Mosaic e le poche pagine web inizialmente disponibili avevano generato in me l'illusione di poterle vedere tutte quante... illusione evaporata immediatamente, dato che mi resi conto che il ritmo con cui comparivano le pagine web era così rapido da superare qualunque mia aspettativa.
C'è stata anche la fase dei supercomputer e per un certo periodo, quando a fine anni novanta lavorai un po' sui modelli meteorologici a mesoscala (quelli per fare le previsioni del tempo) sempre al FISBAT (allora ero un borsista), ebbi modo di accedere ai computer della serie Cray, che erano ospitati al CINECA di Bologna. Poi, arrivò Linux e i personal computers divennero delle piccole workstations e ben presto non ci fu più bisogno dei supercomputers.
Oggi, ho un MacBookPro (con cui sto ora scrivendo queste note), un computer portatile grande quanto un libro, ma con una potenza di calcolo impensabile anche solo fino a qualche anno fa. Con questo computer posso fare sia analisi di grandi quantità di dati in arrivo dai satelliti astrofisici (in un'orbita INTEGRAL raccoglie circa 7-8 Gb di dati), sia scrivere testi, sia comunicare via internet (ora anche col video) partecipando a teleconferenze.



Anche qui il modo di organizzare il lavoro è cambiato vertiginosamente in pochi anni. Dal 2000 al 2008 ho partecipato alla realizzazione di uno strumento (IBIS) a bordo di un satellite INTEGRAL: comunicavamo moltissimo tramite internet (ancora oggi ho migliaia di emails scambiati in quegli anni) e i documenti comuni venivano messi su un sito internet a accesso riservato, ma anche gestibile da poche persone. Adesso lavoro nella Collaborazione LAT di Fermi, in cui ci si tiene in contatto tramite teleconferenze via internet (EVO) e si condivide il lavoro tramite un sito tipo Wiki (sì, come Wikipedia, ma con accesso riservato sia in lettura che scrittura), in cui ciascun membro della collaborazione può gestire pagine web. E questo nel giro di pochi anni!
Come ha scritto Roberto, internet ci ha consentito di migliorare notevolmente la raccolta e condivisione di informazioni, ma vorrei concludere rammentando che anche quando eravamo astrofili di uno sperduto paesino della Bassa Romagnola abbiamo vissuto esperienze indimenticabili. Roberto, rammenti questa foto?



Fu scattata nel maggio 1983, quando ci trovammo a osservare per la prima volta una cometa visibile a occhio nudo senza sapere di che si trattava. La sera del 9 maggio, Enrico e io eravamo andati all'Osservatorio del Liceo Scientifico, come tante altre serate. Quel giorno non era dei migliori e c'era qualche nuvoletta in cielo. Poi, notammo che ce n'era una che non si spostava! Ti chiamammo al telefono, Roberto, per chiederti se la vedevi anche tu. E da lì scaturì una grande eccitazione per cercare di capire cosa fosse. Il giorno dopo, dai giornali apprendemmo che era una cometa, la IRAS-Araki-Alcock, e passammo quindi i giorni successivi a osservarla e a calcolarne l'orbita. Ci facemmo anche un articoletto che apparve sulla rivista Coelum dell'Osservatorio Astronomico di Bologna (1984, Vol. 52, pp. 51-55; e l'errata corrige a pag. 207). Un bel ricordo, anche di un'epoca in cui circolavano poche informazioni, per cui ogni osservazione era un po' come una piccola "scoperta". Non fraintendetemi: non ho nostalgia di quei tempi (il passato è passato e va lasciato dov'è), ma è uno dei tanti ricordi piacevoli che conservo gelosamente nei meandri della mia memoria e nelle scansioni delle fotografie dell'epoca. E a volte, come in questa occasione, mi piace rammentare quegli episodi. Per citare ancora il tuo post, Roberto, l'Enterprise è bella e mi piace esserci, ma non dimentichiamo che anche quando andavamo a piedi c'erano degli aspetti piacevoli e abbiamo fatto cose bellissime, sia insieme, sia separatamente. Personalmente, mi ritengo molto fortunato: ho vissuto in un periodo in cui l'umanità ha compiuto una rivoluzione culturale impressionante. Non so come andrà a finire, ma è bello esserci per scoprirlo, senza però dimenticare le esperienze che ci hanno fatto crescere e ci hanno consentito di essere oggi nelle migliori condizioni per affrontare questi cambiamenti epocali.







Grazie internet!

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Nasa TV e la rete internet si rivelano sempre più utili per chi desidera selezionare ciò che ha piacere di seguire in merito alle missioni shuttle e scientifiche in generale.

Malgrado l'estrema eccezionalità che rivestono le operazioni dell'uomo in orbita terrestre o più genericamente nello spazio, i media attendono sempre eventi particolari legati a più a pettegolezzi o titolabili in modo altisonante, basando solo ed esclusivamente le loro scelte su valutazioni relative all'audience ricavabile e di conseguenza al profitto pubblicitario derivante.

Essendo quindi "ben lungi" dall'offrire servizi di informazione e men che meno di cultura scientifica è pressochè impossibile ricevere un feedback, un flusso di informazioni "decente" che ci tenga aggiornati in merito a quanto di eccezionale stà avvenendo in orbita sopra le nostre teste: una "banale" operazione di riparazione e restiling di un telescopio spaziale che ha rivoluzionato la nostra visione dell'universo.



Per fortuna esiste internet. Non è molto tempo che l'abbiamo a disposizione ma ha prodotto una rivoluzione della quale in pochi riescono a capacitarsi. Per noi, umili appassionati di astronomia e scienze in generale, è stato come passare dal medioevo direttamente sul Ponte di Comando della USS ENTERPRISE del comandante Kirk (PS: dal 28 al 31 maggio a Bellaria di Rimini si terrà il XXIII STICCON !) e vi posso garantire che non stiamo esagerando. Siamo passati da informazione ZERO a informazione 100mila. Abituati a sapere che c'era una cometa da osservare un paio di mesi dopo che era già passata e solo SE si riusciva a procurare una qualche rivista di astronomia decente oppure era necessario avere qualche "infiltrato" in qualche istituto semi-segreto (data la modalità di trasmissione delle informazioni verso l'esterno, pressochè azzerate e non si capisce nemmeno per quale motivo) o vicini ad osservatori astronomici compiacenti che avevano i dispacci "telegrafici" delle IAUC (International Astronomical Union Circulars).

Ogni volta che ripensiamo quegli anni "bui" pare impossibile di essere riusciti comunque a coltivare questa passione. O forse è stato lo stimolo più grande e adesso fatichiamo a rendercene conto? Forse il "far di necessità virtù" è stata la chiave e il motore di questa associazione? Beh... sicuramente quello che siamo e quello che abbiamo ora è stato costruito e non "regalato" ed è uno dei motivi principali per i quali le nostre motivazioni sono ancora così intense.

Nel frattempo, YOUTUBE e NASA TV ci permettono di vivere in diretta quasi 24h/24h le missioni mentre qua giù la vita quotidiana prosegue tra reality e sterili polemiche politiche (al 95%) infischiandosi altamente di ciò che stanno facendo in equilibrio tra le forze dell'universo gli astronauti dello shuttle o della stazione spaziale.

Approfitto quindi sempre più spesso per proporvi su questo blog i video o le immagini che internet ci offre e che spero possano accrescere una nuova e migliore "coscienza" di questi eventi che ci possono far capacitare di quanta strada ancora dobbiamo percorrere prima di poterci considerare in grado di gestire il nostro pianeta.

venerdì 15 maggio 2009

L'ultima fatica della Wide Field Planetary Camera 2

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Il team scientifico del programma Hubble Space Telescope ha rilasciato l’ultima splendida immagine della Wide Field Planetary Camera 2 (WFPC2), la camera elettronica più vecchia a bordo del telescopio spaziale Hubble. Installata durante la prima missione di servizio (STS-61 nel dicembre 1993), ha fornito in questi quindici anni e mezzo di funzionamento alcune delle più incredibili immagini dell’Universo.
Penso alle memorabili “Colonne della Creazione” (Pillars of Creation)


e al primo campo profondo denominato “Hubble Deep Field”.



Nei prossimi giorni l'equipaggio dello Shuttle Atlantis (STS-125) sostituirà la WFPC2 con la più avanzata WFC3.
Per ricordare e celebrare l’operato della WFPC2, sul sito del telescopio spaziale è stata pubblicata pochi giorni fa l’ultima meraviglia del cielo ripresa dalla camera elettronica, la nebulosa planetaria Kohoutek 4-55 (K 4-55). Distante da noi circa 4600 anni luce, questa nebulosa planetaria si trova nella costellazione del Cigno.
Grazie WFPC2!

Lo shuttle sul Sole!

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Una foto spettacolare tra le tante che la missione STS-125 ci sta regalando.

In questa immagine, la navetta della NASA "Atlantis" viene vista in sagoma con allo sfondo il disco solare durante il transito sopra la Florida, Martedì, 12 maggio 2009. Questa immagine è stata fatta prima che Atlantis e l'equipaggio della STS-125 si cimentasse con il telescopio spaziale Hubble. Photo credit: (NASA / Thierry Legault)

giovedì 14 maggio 2009

Lanciati Planck e Herschel!

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Alle 15:12 ora italiana di oggi, 14 maggio 2009, il razzo Ariane V dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha portato nello spazio i satelliti Planck, per lo studio della radiazione cosmica di fondo a microonde, e Herschel, per osservazioni nella banda infrarossa. Per ora tutto bene e speriamo che questi satelliti ci portino nuovi e interessanti dati che sconvolgano le nostre conoscenze!



Dettagli e immagini al sito ESA.

Aggiornamento: Intervista "a caldo" a Reno Mandolesi, Principal Investigator (PI) del Low-Frequrency Instrument (LFI) a bordo di Planck.

"Catturato" il telescopio spaziale !

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Olè! Dopo un "danza" di avvicinamenti e ri-allontanamenti, ecco finalmente il braccio meccanico dello Shuttle Atlantis catturare il tanto agognato telescopio spaziale.

Cliccando sull'immagine dovreste poter visionare un riepilogo video di quanto occorso.

Restate sintonizzati con Antares Notizie per gli aggiornamenti!

martedì 12 maggio 2009

Lavori in corso nello spazio - tabella di marcia per la STS-125

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Sempre spettacolare il lancio... eccovelo, nel caso in cui ve lo siate perso da NASA TV!



Poi, tanto per gradire... eccovi la "tabella di marcia" della missione riepilogata dall'amica CdG (Claudia di Giorgio) sul blog di "LE SCIENZE" :



"Con la data ufficiale fissata, e addirittura anticipata di un giorno, all’11 maggio, è arrivato il momento di cominciare a fremere per la STS-125, una delle missioni più spericolate dello shuttle, che prevede cinque EVA in cinque giorni di seguito per il quarto e ultimo intervento di manutenzione e upgrade del telescopio spaziale Hubble, quindi EVA che saranno effettuate in una posizione dove i rischi per gli astronauti sono ben più elevati di quanto già non siano per le attività extraveicolari intorno alla stazione spaziale.

Ovviamente, la risorsa con le maggiori informazioni è il sito della NASA, mobilitatissimo per dare la massima pubblicità a una missione che se la merita tutta. Siccome però girarci dentro non è sempre semplice, vi segnalo qualche pagina di approfondimento che può essere utile. Per esempio questa, sulla nuova wide field camera che sarà installata sul telescopio, e questa sul nuovo spettrografo: entrambi gli strumento dovrebbero migliorare la sensibilità di Hubble di almeno dieci volte. Fondamentale nella missione sarà anche l’intervento sulla Advanced Camera for Surveys, che è poi quella a cui si devono molte delle immagini spettacolari inviate dal telescopio; a missione compiuta, Hubble avrà sei strumenti scientifici funzionanti che lavorano di concerto.



Per un perverso accavallamento di cose, questo blog seguirà la STS 125 non solo da lontano, ma da un “lontano” un po’ particolare, perché se tutto va come previsto sarò a Kourou a darvi conto del lancio di Herschel e Planck, facendo qualche salto mortale per star dietro a tutti e due gli eventi.

Intanto però seguo la tradizione, ed ecco qui una tabella di riepilogo delle fasi salienti della STS-125. Come sempre, date e orari sono validi se il lancio sarà nominale, e come sempre vi prego di segnalarmi eventuali errori nel calcolo dei fusi orari" (CdG)

lunedì 11 maggio 2009

Partita la missione Shuttle di servizio per il telescopio Hubble!

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Alle ore 20 circa (ora locale), la navetta Atlantis è partita per la missione STS-125. Obiettivo: l’ultima missione di servizio per il telescopio spaziale Hubble!
I sette astronauti, guidati dal comandante Scott Altman, con ben 5 passeggiate spaziali in 11 giorni di missione, dovranno
- installare nuovi strumenti,
- riparare vecchi strumenti,
- effettuare la manutenzione di parti logore, deteriorate o non più funzionanti.

Nuovi strumenti
Due sono i nuovi strumenti scientifici che saranno installati su Hubble:
1)il COS (Cosmic Origins Spectrograph), uno spettrografo progettato per la spettroscopia ultravioletta,
2)la WFC3 (Wide Field Camera 3), una fotocamera ad alta risoluzione per catturare immagini ad ampio spettro con copertura delle lunghezze d'onda che vanno dall'ultravioletto al quasi infrarosso. WFC3 ha due CCD per UV/Visibile, ciascuno di 2048x4096 pixel, ed un CCD separato per IR di 1024x1024 pixel, in grado di ricevere radiazione infrarossa.

Vecchi strumenti
Due sono gli strumenti scientifici che saranno riparati a bordo del telescopio spaziale:
1)l’ACS (Advanced Camera for Surveys, il sensore che ha realizzato l’Hubble Ultra Deep Field Image, la visione più profonda dell'universo mai raggiunta) che ha smesso di funzionare nel 2007,
2)lo STIS (Space Telescope Imaging Spectrograph, lo spettrografo attraverso il quale si riesce a discriminare la temperatura degli oggetti osservati) che si è guastato nel 2004.

La manutenzione
Verranno sostituiti i sei giroscopi che permettono al telescopio di rimanere orientato nello spazio (tre per il funzionamento e tre di riserva), verrà sostituito il Sensore di Guida Fine che permette al telescopio di mantenersi puntato sull’oggetto celeste osservato, verranno installate nuove batterie (per inciso le vecchie sono ancora quelle originarie, per cui dopo 19 anni di lavoro sono un pochino logore…), verranno sostituiti alcuni pannelli di protezione termica e verrà installato un meccanismo che consentirà al termine della sua attività di agganciare un razzo per effettuare il deorbiting finale.

Dopo questi lavori Hubble dovrebbe vedere migliorata la sua capacità di osservazione e soprattutto riuscire a produrre il suo insostituibile lavoro di osservazione fino al 2014.
Data l'inclinazione (28,5°) e l'altitudine dell'orbita (578 Km), in caso di necessità la shuttle non potrebbe “rifugiarsi” presso la Stazione Spaziale Internazionale.
Per questo motivo, è stata approntata una missione di soccorso, lo Shuttle Endeavour, che partirebbe in salvataggio dell’equipaggio dell’Atlantis. Infatti nei giorni scorsi era possibile vedere le due navette presenti in contemporanea sui due pad di lancio: l’Atlantis sul PAD 39A, l’Endeavour sul PAD 39B. Nel caso in cui la missione di soccorso non dovesse essere attivata (e speriamo di tutto cuore che così sia!), lo shuttle Endeavour sarebbe già pronto per la sua naturale missione: la STS-127