venerdì 31 luglio 2009

Shuttle atterrato. Missione STS-127 completata !

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Le immagini sono il maggior resoconto possibile.

Eclissi del Secolo in Cina: appunti di viaggio!

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Eccomi tornato raccontarvi dell'eclissi di sole del secolo, una vera e propria avventura in terra cinese. Ne riparleremo più in dettaglio la prima Serantares di Ottobre, e cioè il 9-10-2009 quando il racconto dell'eclissi verrà accompagnato da immagini in libertà della nazione più popolosa dell'intero pianeta.

Subito il primo pensiero va ai molti italiani (e non) che sono stati più sfortunati di noi: dopo giorni di tempo soleggiato, anche particolarmente anomalo per l'area di Shanghai, il meteo nella serata del 21 ha cominciato a virare decisamente verso il brutto, proprio la sera prima della dell'eclissi! Una vera disdetta: si sa che il tempo fa parte del gioco, ma fare un volo intercontinentale di 12 ore per poi raccogliere nuvole o pioggia, è una esperienza davvero deludente, capace di rendere negativo il bilancio di tutta una vacanza.

La nostra storia, 8 “speranzosi” italiani di cui 7 dall'Emilia Romagna (Io, Francesca, Daniela, Laura, Giorgio, Norina ed Umberto) più Paolo di Roma, è invece, fortunatamente andata a buon fine, ed ecco un breve resoconto della spedizione cinese, sulla terra d'oriente, atta ad inseguire l'eclissi più lunga del XXI secolo.

La domenica mattina, il 19, l'aereo è atterrato a Shanghai, dove appena usciti dell'aereo abbiamo subito assaporato il leitmotif di tutta la vacanza: caldo, tremendamente caldo, spaventosamente caldo! La Cina orientale si trovava infatti sottoposta ad un invasione di aria calda ed umida, a livelli così alti, mai raggiunti negli ultimi 40 anni!

Shanghai aveva temperature minime intorno ai 32 gradi e massime intorno ai 40 °C valori da togliere letteralmente il fiato. La temperatura percepita era comunque superiore, l'elevato tasso di umidità faceva si che i gradi avvertiti dal corpo superassero ampiamente i 40 °C posizionandosi su valori di 45 °C e più. Un vero inferno di calore!

Se si aggiunge la “botta” del jet lag, con il fuso poco favorevole (6 ore di differenza) è comprensibile che la prima giornata sia stata a tratti devastante, vuoi per la stanchezza che per la calura insopportabile. Non mancavano comunque le cose interessanti, come lo splendido Museo di Shanghai, templi buddisti, la blasonata Nanjing Road, e la passeggiata lungo il Bund, a fianco della magnifica Skyline della città. In serata visita alla città vecchia e ai magnifici giardini del Mandarino Yu, e poi fantastico spettacolo al circo, ma quello degli acrobati di Shanghai, una delizia di potenza, coreografie e coraggio!

Il giorno successivo caldo e ancor più caldo: Shanghai era come un dedalo di strade infuocate, fortunatamente il programma prevedeva una visita al villaggio di Zhujiajiao e la vista dei canali colmi di acqua dava una certa illusione di fresco, purtroppo effimera!

Shanghai comunque con le sue contraddizioni riusciva ad affascinarci , davvero una città spumeggiante, ricca di vita, luci e colori!

Ed ecco, tra una sudata e l'altra, arrivava il 21, il giorno prima dell'eclissi: trasferimento ad Hangzhou, una città rinomata per la sua qualità di vita e le magnifiche viste del lago d'Occidente, il luogo scelto per l'osservazione della totalità. Il trasferimento era previsto con il treno, un ottimo sistema di trasporto, anche solo per l'aria condizionata, quasi quasi anche fastidiosa per l'eccessivo fresco! Fuori ancora gran caldo, come testimoniavano i sensori del treno, con 35-37 °C alle dieci di mattina!

La cosa che stupiva comunque era la mancanza di merchandising sull'eclissi: anche trovare degli occhialini eclissi, cinesi, è stato complicato. Hangzhou comunque è una città interessante, di taglio medio (si fa per dire, 5 milioni di abitanti...) si adagia sul lago d'occidente, un pittoresco specchio d'acqua ricco di piante di loto sulle sue sponde. Alcune pagode completano lo scenario (bella quella delle 6 armonie, cha abbiamo visitato), mentre a pochi chilometri si trova la grande foce del fiume Qiantang, già impressionante, ma nulla a che vedere con in vicino Yangtze, che nasce dal Tibet e attraversa tutta la Cina prima di raggiungere l'Oceano Pacifico. Il lago è attraversato da una piccola striscia di terra che grazie ad un paio di ponti si collega alle sponde. Alla fine abbiamo scelto proprio questo punto per l'osservazione dell'eclissi.
Certo che il meteo era piuttosto inquietante, verso sera già le nuvole si addensavano su Hangzhou e lampi in lontananza non facevano presagire nulla di buono. La sera al computer in camera grande consulto internet. Sfogliate tutte le mappe meteo e le immagini da satellite alla fine la sentenza inappellabile: “per essere sicuri di vedere l'eclisse o ci si sposta di almeno 1.000 km verso ovest, oppure è inutile; tanto vale restare a Hangzhou dove dall'analisi delle mappe qualche chanche l'abbiamo, di certo meglio che nella zona della centralità che di Shanghai”, ed anche i compagni di viaggio sono andati a letto un po' rassegnati, ma comunque fiduciosi per l'evento della mattinata dopo.

La notte, piena di pensieri, presagi ed incubi era passata alla fine meglio del previsto, ma alle 5 e 45, al risveglio, il panico ci aveva assalito: tutto coperto, clamorosamente coperto, un tetto di spesse nuvole da dove non filtrava nessuna luce! Il primo contatto era previsto alle 8:22 e la totalità alle 9:34, c'era ancora un po' di tempo ma la situazione sembrava alquanto disperata, come mostra la foto da satellite: noi siamo all'incrocio delle linee gialle!

Dopo colazione partenza alle 7 per recarci sulle sponde del lago. Arrivati constatiamo che il luogo non era parso adatto solo a noi...migliaia di persone giù si affollavano sulle rive del lago, la maggioranza cinesi (d'altra parte 5 milioni di abitanti....) ma anche qualche straniero. Uno spettacolo umano, con anche telescopi, macchine fotografiche, binocoli, occhialini e gli immancabili vetri da saldatore.

Una novità però ci aveva tirato su di morale, poco prima di arrivare sul lago un raggio di sole, e dico proprio 1, aveva bucato per un attimo il tappeto di nuvole, ma per poi restare inghiottito dalla coperta di stratocumuli.
Ore 8:00 trovato un angolo dove sistemarsi e montato il cavalletto, era doverosa un passeggiata tra la folla, per ammirare questa umanità raccolta nell'attesa dello spettacolo naturale più bello che il cielo possa regalarci. Qualche chiacchiera, specialmente con due ragazzi tedeschi dotati di rifrattore, e una gaffe mia, ricordando il 1999 con l'eclissi partita nuvolosa ma apertasi poi pochi minuti prima della totalità!

I tedeschi mestamente mi sottolinearono che per loro era stato il contrario... :( però mentre si parlava il cielo pareva rompersi leggermente con qualche raggio che di tanto intanto spezzava l'egemonia delle nuvole.

Ore 8:22 Primo contatto! E chi l'ha visto? Però subito dopo il sole cominciava ad intravedersi fra le nuvole, e in qualche modo...si....visto! Il sole appariva mangiato in alto! Poi lunghe attese con cielo coperto, e brevi momenti in cui si assisteva alla fugace apparizione del disco solare.
Ore 9:00 Situazione immutata, però notiamo a nord-ovest una zona più libera di nuvole. Non sembra progredire verso di noi, ma prima non c'era.... Strane le nuvole, con quelle basse in movimento da est verso ovest, e quelle più alte con moto esattamente contrario. Risultato che se si diradano quelle basse s'addensano le alte, o viceversa....

Ore 9:20 il sole si vede tranquillamente senza occhialini.... l'eclissi progredisce e le nuvole ci fanno da filtro.

Certo che capitasse la totalità in questa situazione, la corona ce la scorderemmo... Il buco di prima si era richiuso, ma sembra che si ricrei a fianco della posizione di prima... un po' più vicino al sole.....
Ore 9:25.... sale la tensione, nessuno dice nulla, forse per scaramanzia, ma il buco sembra avvicinarsi sempre più al sole. La luce comincia a diventare più fioca e irreale. Le poderose schiere di cicale che fino allora avevano composto la colonna sonora ufficiale, cominciano a zittirsi. Uno sguardo ancora verso l'alto...il buco...chissà....
Ore 9:30, è buco! Si il buco ha liberato il sole! Ci sono cirri alti e sottili, anche piuttosto densi, ma ora il disco del sole è netto, e si intravedono anche le ombre proiettate dall'astro! La luce è davvero incredibile, mentre guardiamo in alto eccitati scatta il sensore crepuscolare, e si accende l'illuminazione pubblica! Le cicale sono scomparse, ma ora monta forte il brusio delle migliaia di persone rapite dallo spettacolo. Sulla riva opposta del lago la Skyline di Hangzhou comincia ad accendersi: le luci dei grattacieli danno una scenografia di sfondo davvero suggestiva!
Ore 9:32 Tale è la luce ora che molti si mettono a piangere dalla commozione ! Alcuni uccelli si alzano in volo.... noooooo sono i pipistrelli! Anche loro tratti in inganno dalla notte effimera che sta per avvolgere Hangzhou! Uno sguardo al cielo, il buco resiste bene.... è ormai sicuro, vedrò la mia 5a totalità, oltre 5 minuti di sole nero!


Secondo contatto! Ore 09:34. Sono iniziati i 5 minuti di totalità ed è impossibile raccontare a parole ciò che si prova in quei momenti. Gli occhi sono offuscati per un attimo dalle lacrime, in alto domina sovrano il sole nero, circondato dai filamenti argentei della corona, forse proprio perchè siamo in Cina, molto simile a fili di brillante seta, che si stagliano in un cielo dai colori surreali, da togliere il fiato.

Vorresti avere mille occhi, per registrare ogni cosa che accade intorno a te, con il binocolo lo spettacolo era straordinario, nei primi momenti si vedeva anche il rosso profilo della cromosfera solare. E' buio, veramente buio, forse l'eclissi più buia che ho mai visto! Il paesaggio è avvolto da una oscurità purpurea, il lago appare come incantato e sembra uscire da un dipinto di un impressionista impazzito. Qualche foto, ma non troppo, voglio proprio godermi questa totalità, così sofferta...così meravigliosa.

9:37 Venere! Ecco il buco è largo sufficiente e alla destra del sole compare il pianeta Venere! E' il momento più buio dell'eclissi, siamo tutti commossi ed estasiati, come vorremmo poter godere di questo spettacolo per tutta la mattina almeno! Ma la Luna non può fermarsi, la giostra celeste deve proseguire!

9:39 L'anello di diamante squarcia il cielo, ed erompe nei nostri occhi che si stavano abituando all'oscurità!
E' il terzo contatto, quello che ci riporta alla realtà quotidiana e che sancisce che l'eclissi n° 37 del ciclo di Saros n° 136 è ufficialmente finita, e materia di ricordi, dolcissimi ricordi.

Appagati da quanto siamo stati fortunati di vedere, mentre i poveri pipistrelli ritornano all'ombra facendosi domande su questa strana e cortissima notte, facciamo la foto di rito, il gruppo di 8 italiani che hanno affrontato un viaggio di quasi 10.000 km per poter ammirare nuovamente, quei pochi minuti di paradiso che ogni tanto la natura accetta di mostrare ai nostri occhi assetati di infinito.

E il pensiero vola alla prossima eclissi.... il 2010 riserverà un nuovo spettacolo... e si ricomincia a sognare!

giovedì 30 luglio 2009

martedì 28 luglio 2009

ENDEAVOUR e ISS : Missione in fase di rientro

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Post realizzazione degli obiettivi della missione STS-127, lo shuttle sta per apprestarsi a sganciare l'accresciuta ISS e rientrare a Terra...

(news in corso)

domenica 26 luglio 2009

SerAntares ESTATE 2009 : tocchiamo il cielo con un dito !

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L'estate è in pieno svolgimento e le serate gestite dalla nostra associazione vanno di pari passo. Ieri sera, SABATO 25 Luglio, ennesima serata con cielo strepitoso e condizioni ambientali favorevoli a Monte Romano con grande afflusso di pubblico

Bellissimo il passaggio della ISS + SHUTTLE nel cielo ancora azzurro alle 21.02 ! Un transito che ha tagliato da nord-ovest a sud-est il cielo passando proprio allo zenit con una ottima luminosità per tutta la lunghissima traiettoria! Il passaggio successivo, molto più basso sull'orizzonte a sud-ovest,è stato invece quasi deludente ma il raffronto con i passaggi spettacolari porta a sminuire molte osservazioni.


(... continua)

mercoledì 22 luglio 2009

GIOVE: traccia di un possibile impatto

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La notizia è già di qualche giorno fa, ma merita comunque di essere annoverata nel nostro Blog.

Un astronomo dilettante (aggiungiamo "veterano" osservatore di Giove!), Anthony Wesley il 19 Luglio 2009 alle 1554UTC da Murrumbateman in Australia, ha osservato una macchia scura sul disco di Giove e ne ha dato notizia a chi di dovere affinchè si potesse verificare quanto riscontrato.

Il JPL di Pasadena ha immediatamente provveduto e confermato che l'osservazione può riguardare un possibile impatto asteroidale o cometario in modo analogo a quanto avvenne nel 1994 con la cometa shoemaker-levy9.



La notizia è rimasta un pò in secondo piano pur essendo di primaria importanza a causa della grande quantità di eventi che si stanno verificando o celebrando proprio in questi giorni.

Altri astrofili si sono quindi precipitati a immortalare l'evento e qui trovate un'esempio di un italiano, Antonello Medugno :

Dalla Cina con furore !

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foto Enrico Montanari)

Eccovi le prime immagini che il nostro inviato speciale (Enrico Montanari) ci ha spedito via internet dell'Eclissi cinese !


(foto Giorgio Biggi)

La situazione era decisamente sfavorevole meteorologicamente parlando ma la fortuna non ha abbandonato i nostri temerari che si sono avventurati nell'impresa.

L'immagine non è eccelsa ma per ora è la prima che arriva, magari ci saranno scatti migliori provenienti da Hangzhou !

lunedì 20 luglio 2009

LRO fotografa i siti di atterraggio !

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LRO Sees Apollo Landing Sites

Il Lunar Reconnaissance Orbiter, o LRO, ci ha inviato le sue prime immagini relative ai siti di atterraggio delle missioni APOLLO. Le immagini mostrano in modo evidente le ombre dei manufatti abbandonati sul suolo lunare durante le missioni grazie anche alla luce radente del Sole.

Le prossime immagini dovrebbero aumentare ulteriormente di risoluzione.

40 Anni fa... per chi non c'era

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Beh... avevo 3 anni ma il ricordo c'è ancora. I particolari si raffrescano guardando questa registrazione, ma la voce di Tito Stagno è scolpita nella mia memoria in modo indelebile nonostante avessi una così giovane età. Guardate bene, cari ragazzi di oggi, perchè quello che vedete come anti-diluviano è ciò che era la tecnologia che ha permesso a degli ardimentosi di arrivare sulla Luna in quei giorni! ... con la tecnologia maturata da allora... cosa potremmo fare oggi ?!

PARTE 1



PARTE 2



Parte 3 - Momento dell'allunaggio

domenica 19 luglio 2009

Una magnifica desolazione – Il primato dell’uomo sulla tecnologia!

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Due Uomini Camminano sulla Luna!
Da quel 20 luglio di 40 anni fa non siamo rimasti con le mani in mano; l’umanità si è data da fare! Guerre, scandali e terrorismo, ma anche l’invenzione di Internet e la decodificazione del genoma umano (più le prime tre delle ultime due, a dire il vero…) hanno riempito le prime pagine dei giornali.
Eppure niente è paragonabile al programma Apollo, credetemi! Passeggiare su un oggetto celeste diverso dal nostro bellissimo e ospitale pianeta ai più può sembrare un’inutile sperpero di denaro se non una “bravata”, ma di certo è stata la più grande bravata di tutti i tempi!
Eppure dovevamo farlo!
L’esplorazione fa parte del nostro DNA, o come scrisse il sommo poeta… “Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza.
La MISSIONE APOLLO non è stata l’inizio della conquista dello spazio da parte dell’Uomo; questa è una conquista che stiamo ancora maturando e che realizzeremo pienamente solo quando avremo piena coscienza della limitatezza del nostro pianeta. La MISSIONE APOLLO è nata grazie alla Guerra Fredda, per realizzare la promessa fatta dal presidente J.F. Kennedy “…di mandare un uomo sulla Luna e di farlo ritornare sano e salvo sulla Terra prima della fine di questo decennio.
Le missioni lunari furono prodezza tanto stupefacente che oggi molti rifiutano di credere che siano realmente accadute. Quando recentemente chiesero a Eugene Cernan se ebbe difficoltà nel riprendere la normale vita terrestre dopo l’avventura spaziale vissuta con l’Apollo17, lui, l’ultimo uomo a calcare il suolo lunare, rispose di non aver avuto difficoltà di sorta, aggiungendo però che gli sembra ancora oggi incredibile che l’uomo sia riuscito in una impresa tanto grande.
Perché è così difficile accettare che le missioni lunari sono realmente avvenute? La risposta è quasi sempre la stessa: perché non c’era la tecnologia di cui disponiamo oggi, ergo non era disponibile una tecnologia necessaria per compiere tale impresa!
Sbagliato! Le missioni Apollo sono state rese possibili da un’incredibile mix di creatività, tecnologia, coraggio, genio organizzativo, volontà nazionale e tempismo politico. In tutto questo la tecnologia rappresentava solo una delle condizioni necessarie, e neanche la più importante. Si era costruito il razzo più potente mai pensato dall’uomo, il Saturno V, ma il computer di bordo del modulo lunare aveva la potenza di un moderno cellulare. Si era in grado di gestire la telemetria, ma gli ultimi secondi prima dell’allunaggio Neil Armstrong, validissimo pilota aeronautico, dovette guidare “a vista” il lander Eagle per evitare un cratere disseminato di massi, rischiando di esaurire il carburante necessario per poter poi lasciare la Luna.
E’ questo il punto, come sottolinea Amedeo Balbi (Università La Sapienza di Roma) nel suo post: quarant’anni fa, sulla Luna, andarono degli uomini, con il loro bagaglio di ingenuità e coraggio, creatività e preparazione, fantasia e raziocinio. Come dico sempre ai miei studenti, non è necessario avere per le mani una calcolatrice per saper fare calcoli, o disporre di un navigatore per conoscere la geografia, o utilizzare un computer per eseguire operazioni logiche. Si, forse calcolatrice, navigatore e computer aiutano, solo però quando si è dato fondo a tutte le incredibili qualità che un essere umano è in grado di esprimere.
La conquista della Luna è divenuta nel tempo pietra di paragone universale. Di fronte a progetti giudicati impossibili o ad ostacoli ritenuti insormontabili, si sente dire: se siamo stati in grado di mandare l’uomo sulla Luna…!
A patto di credere nella supremazia dell’uomo sulla tecnologia e sulle macchine: siamo esseri imperfetti ma dotati di cuore e cervello.
Post Scriptum
Per chi non lo sapesse, il titolo dato al post sono le parole, per altro bellissime, con cui Edwin “Buzz” Aldrin, il secondo uomo a mettere piede sulla Luna, etichettò l’incredibile panorama lunare.

Serate, Shuttle, ISS, Luna, Eclissi di Sole...

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(News in working...)

Salve gente! La "calda" estate dell'anno internazionale dell'astronomia è in pieno svolgimento! Gli impegni sono veramente molti e le risorse sempre poche.

L'associazione è impegnata su molti fronti eseguendo serate su invito ove richiesto e mantenendo gli impegni programmati di apertura dell'osservatorio (sempre pochi rispetto a quanto si vorrebbe poter fare, avendone la possibilità).

Abbiamo appena partecipato (dopo aver già realizzato altri appuntamenti!) riscuotendo un piacevole riscontro di pubblico e soprattutto di gradimento alla manifestazione (3gg) "LA SOLIDARIETA' METTE LE ALI" organizzata presso l'aeroporto di Lugo a Villa San Martino, sede anche della prestigiosa Scuola Nazionale Elicotteri oltre che dell'aeroclub "Baracca".

Le lezioni di orientamento e riconoscimento delle costellazioni con l'ausilio dei laser verdi si sono rivelate come spettacolo e hanno stimolato l'attenzione e l'interesse del pubblico intervenuto.

Ovviamente la quantità di luci necessaria alla sicurezza della manifestazione non ha agevolato il nostro compito tuttavia abbiamo raggiunto ampiamente l'obiettivo principale di riuscire ad offrire almeno un minimo risultato per poi suggerire di ripetere in condizioni più adeguate o ancor meglio in osservatorio a Monteromano lo stesso approccio.

Abbiamo anche avuto occasione di far osservare il passaggio della ISS, cosa che ha ulteriormente fatto apprezzare la nostra presenza.

Giovedì scorso altra serata svolta a Bagnara, mentre la sera prima era di turno San Lorenzo di Lugo...

In questi giorni lo Shuttle è decollato e attraccato alla stazione spaziale mentre domani ricorre il 40ennale della conquista della Luna grazie alla missione APOLLO 11, a seguire ci sarà l'eclissi totale di Sole in Cina dove abbiamo il nostro Enrico Montanari in prima fila.

Sabato prossimo saremo in osservatorio e nel frattempo ci sono altre serate richieste da gruppi cospicui di persone.

Insomma... direi che l'attività non manca no?!

... aiutateci però ad aumentare le nostre risorse sia umane che economiche e vedrete di che cosa siamo capaci di realizzare... perchè non penserete che ci manchino idee in proposito vero?! :-D

giovedì 9 luglio 2009

Il luogo più freddo dell'Universo? E' vicino alla Terra!

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Pochi giorni fa, il 2 luglio, i bolometri dello strumento High Frequency Instrument (HFI) a bordo del satellite Planck hanno raggiunto la loro incredibile temperatura di lavoro: 0,1 gradi Kelvin, pari a -273,05 °C! Dal momento che la temperatura dell'Universo è di circa -270°C, si può ritenere il luogo più freddo di tutto il cosmo.

Un bolometro è sostanzialmente un "termometro" che misura la radiazione elettromagnetica totale, comprensiva cioè di tutte le lunghezze d'onda, emessa da un corpo e la sua sensibilità è tanto maggiore quanto più viene raffreddato. La missione Planck dell'ESA, partita il 14 maggio scorso, studierà con una risoluzione mai raggiunta fino ad ora le più piccole fluttuazioni di temperatura nella radiazione cosmica di fondo (CMB), ovvero la prima emissione luminosa dell'Universo avvenuta circa 380.000 di anni dopo il Big Bang. La temperatura straordinariamente bassa dello strumento HFI si rende necessaria dal momento che all'epoca attuale, dopo quasi 14 miliardi di anni di espansione, questa radiazione che permea tutto l'Universo ha uno spettro di corpo nero che presenta il picco massimo nelle microonde. Incrociando i dati con l'altro strumento a bordo di Planck, il Low Frequency Instrument (LFI) progettato all'INAF-IASF di Bologna, gli scienziati saranno in grado di misurare variazioni di temperatura nella radiazione cosmica di fondo pari a un millionesimo di grado (il calore di un coniglio sulla Luna misurato dalla Terra... sic!).

Dove si trova Planck? Ebbene, il satellite con il suo carico di strumento super-raffreddato si trova nel punto lagrangiano L2 a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra!

lunedì 6 luglio 2009

Qualche considerazione sulla scoperta del terzo tipo di gamma-ray AGN

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Come forse ricordate, a fine maggio ci furono un paio di comunicati stampa NASA e INAF relativi alla scoperta, con Fermi/LAT, di un nuovo tipo di nucleo galattico attivo (AGN) emettitore di raggi gamma (si veda il post di Roberto del 29 maggio scorso). Vorrei qui aggiungere qualche nota, per cercare di spiegare meglio di che si tratta e perché è una cosa veramente nuova, che può avere un notevole impatto sui modelli unificati dei nuclei galattici attivi. Infatti, ho riscontrato che il comunicato stampa NASA, che ha messo la scoperta di questo nuovo tipo di gamma-ray AGN insieme all'osservazione di una radiogalassia sempre con Fermi/LAT, ha generato un po' di confusione: molti infatti hanno pensato che il nuovo tipo di AGN fosse anch'esso una radiogalassia.



Nella figura che riporto qui sopra, realizzata dall'amico e collega Gabriele Ghisellini, è riportata l'emissione di radiazione elettromagnetica da diversi tipi di AGN. Si va dalle frequenze radio (1 GHz = 1E+9 Hz) fino ai raggi gamma (1 GeV = 2E+23 Hz), che sono riportate in ascissa, su scala logaritmica. Sull'asse delle ordinate, c'è invece la potenza emessa (luminosità).

Nella parte alta del grafico (le linee di diverso colore) si trovano i blazars: i quasar, che sono i blazar che hanno maggiore potenza, sono nella parte alta del grafico (indicati con le linee nera e rossa). I BL Lac, che sono i blazar di minore potenza, sono invece nella parte intermedia del grafico (linee ciano e blu). Le radiogalassie sono invece con potenza ancora minore e sono quindi nella parte bassa del grafico, in cui sono riportati i punti per le più potenti sorgenti (Centaurus A, M87 e NGC 6251), che però sono sempre meno potenti dei blazars. Mettendo i dati osservativi di PMN J0948+0022 (i punti arancioni) sul grafico, si vede chiaramente che siamo ben al di sopra della regione delle radiogalassie e siamo nel bel mezzo della regione dei blazars, in particolare nella parte "bassa" dei quasar. Quindi, dal punto di vista della potenza emessa nello spettro elettromagnetico sembrerebbe che PMN J0948+0022 sia un quasar, anche se un po' fiacco.

Tuttavia, sappiamo che gli spettri ottici dei quasar presentano delle linee di emissione (in particolare dell'idrogeno e dell'ossigeno) il cui profilo è allargato dal moto intorno alla singolarità spaziotemporale centrale. Dalle caratteristiche di queste linee è stato possibile inferire che ci sono due regioni dove vengono emesse. Una regione più interna, chiamata Broad Line Region (BLR) e una più esterna, la Narrow-Line Region (NLR). La prima è caratterizzata da plasma di elevata densità (>1E+9 cm^-3) e che si muove a velocità maggiori di 2000 km/s (mediamente intorno ai 10000 km/s). La seconda è invece composta di plasma di bassa densità (1E+3 - 1E+6 cm^-3) e velocità minori di 2000 km/s, con valori medi intorno al centinaio di km/s. La differenza nelle velocità del plasma è dovuta alla differente distanza dalla singolarità centrale: la BLR è più vicina e quindi si muove più velocemente, mentre la NLR è più lontana e quindi più lenta.

Ora, la particolarità che distingue PMN J0948+0022 dagli altri quasar è quella di avere le linee emesse dalla BLR più strette, cioè che indicano una velocità di soli 1500 km/s. Uno sarebbe portato a pensare che allora stiamo osservando le linee della NLR e magari quelle della BLR non le vediamo perché oscurate da polvere o da regioni molecolari fredde. Tuttavia, altre caratteristiche nello spettro ottico ci dicono che questa sorgente non è oscurata da alcunché e che le linee di emissione che osserviamo vengono proprio dalla BLR. Nonostante questo, sono più strette del normale.

Quindi, non si tratta di una radiogalassia, né di un quasar come gli altri. PMN J0948+0022 è la prima sorgente di una nuova classe di AGN che emettono raggi gamma: infatti, ne sto scoprendo delle altre man mano che Fermi accumula dati. Queste altre, saranno poi comunicate in successivi articoli.

Con altri colleghi stiamo poi cercando di capire quali sono le conseguenze di questa scoperta sui modelli unificati degli AGN, che non prevedevano questa "sorpresa". Dico esplicitamente che non ho risposte da darvi, come ho anche detto al mio intervento al congresso di Como di fine giugno. E simili dubbi coinvolgono anche altri colleghi seriamente interessati a capire. Come ha detto Annalisa Celotti: "Ma che bestia è?". Già, cos'è? Per adesso, possiamo sicuramente dire che c'è e che è differente da ciò che si conosce oggi. Cercare di dare una risposta a questa domanda sicuramente richiederà tempo e lavoro, ma a questo proposito mi piace ricordare una battuta che Giulio Verne fà dire al Prof. Lindenbrook nel "Viaggio al centro della Terra":

La scienza non ha fretta di concludere. Non è un gioco di indovinelli.


sabato 4 luglio 2009

Giove al telescopio Diemme

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Ieri notte verso le 3:30 ho effettuato una osservazione di Giove, sia al fuoco cassegrain che utilizzando il rifrattore guida.
Seeing discreto ma non perfetto, devo dire che ilcassegrain colpisce per la luminosità che regala le emozioni dei colori delle bande di Giove.
Vi allego due scatti fatticon la reflex Nikon D50.

Uno è Giove, sipotrebbe fare di meglio con più calma, e l'altra è il confronto delle sue Lune (Io Europa e Ganimede). Gìà in visuale si vedevano bene le differenze di dimensioni, in fotografia si apprezzano ancora meglio!



Comunque la fine dell'estate sarà sicuramente allietata dalla presenza di Giove, che visto con il 50 cm Diemme risulta altamente spettacolare!

Enrico

venerdì 3 luglio 2009

Storie di Astronomi - Henrietta Leavitt e le Variabili Cefeidi

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Henrietta Swan Leawitt, una vera "calcolatrice umana"


Il 4 luglio 1868, 141 anni fa, nasceva una figura fondamentale dell'astronomia moderna, Henrietta Leavitt ricordata come la regina delle Cefeidi, per il suo prezioso lavoro svolto nello studio di questa categoria di stelle variabili. Era sorda, e paradossalmente questa menomazione le consentì una migliore resa nel difficile lavoro di catalogazione delle lastre fotografiche astronomiche.


Come astronoma la Leavitt iniziò a lavorare nel 1893 quando entrò nel team delle "donne calcolatrici" presso l'Osservatorio di Harvard, così chiamate perchè trascorrevano le giornate a studiare e catalogare le lastre fotografiche. Il team svolse un ruolo fondamentale nella storia dell'astronomia e fu creato da Edward Charles Pickering (1846-1919) che aveva bisogno di manodopera per misurare e catalogare la luminosità delle stelle nelle lastre fotografiche in possesso all'osservatorio.

All'inizo il team era fatto da studenti di astronomia, di sesso maschile, che arrotondavano i loro guadagni con le ore trascorse ad esaminare le lastre. Era un lavoro complicato e noioso, che necessitava di una dedizione assoluta e una rigorosità mentale che mancava agli irrequieti e distratti studenti di Pickering. Alla fine Charles, stanco di tanti errori commessi dai suoi ragazzi sbottò: "questo lavoro lo farebbe meglio la mia domestica!". Fu di parola, assunse la sua governante, Williamina Fleming, e la mise a capo di un team al femminile, che mostrò subito le qualità richieste dal tipo di lavoro, aumentando la produzione e la qualità delle analisi ed ad un costo orario inferiore rispetto agli uomini!

L'harem di Pickering (così lo definivano i forse invidiosi colleghi) produsse una ricerca colossale, e Henrietta si distinse per la sua grande concentrazione che le permetteva una enorme precisione sulla catalogazione delle stelle variabili.

La Leawitt si concentrò ben presto della presenza di numerose stelle variabili, del tipo noto come Variabili Cefeidi, che pulsavano a un ritmo regolare, ma tra loro diverso. La prima stella osservata con questa variabilità era stata Delta Cephei, scoperta nel suo comportamento "bizzarro" da John Goodricke nel 1789: un giovane e promettente astronomo, ironia della sorte, anch'esso sordo, brillantissimo ma purtroppo prematuramente scomparso.

Le Cefeidi diventano più brillanti e più deboli di circa una magnitudine in modo piuttosto regolare e con un periodo medio di circa cinque giorni, ma in realtà variabile da pochi giorni fino a qualche settimana. Ora sappiamo il perchè: le cefeidi sono stelle "pulsanti", diventano cioè alternativamente più brillanti e più deboli con la loro superficie che diventa più calda e più fredda e con il cambiamento di dimensioni ed anche del tipo spettrale. La più celebre tra esse è forse la Stella Polare.

Ma al tempo di Henrietta Leawitt il mistero rimaneva, che correlazione c'era tra queste stelle che variavano in modo simile ma così diverso?
Il problema nasceva dall'incapacità di misurarne le distanze, la parallasse stellare, misurata per la prima volta da Bessel nel 1838: essa non consentiva di misurare quanto fossero lontane gran parte delle cefeidi, cosa necessaria per confrontare le stelle tra di loro, sapendo così la loro luminosità assoluta. La Leavitt però ebbe una idea geniale: perchè non correlare i periodi delle Cefeidi, ponendole alle medesime distanze? Ma come? Henrietta ebbe l'intuizione di studiare le curve di tutte le cefeidi che riusciva a riconoscere nelle lastre relative alle nubi di Magellano.

Non era nota la loro distanza, ma era giusto il concetto che rispetto a noi, le cefeidi al loro interno, dovevano trovarsi più o meno alla stessa distanza.

Mettendo su di un grafico i risultati del campionamento, la Leavitt si accorse di avere scoperto una relazione lineare e diretta tra periodo e luminosità di una Cefeide! Più luminosa era la Cefeide, più lungo era il suo periodo! Henrietta nel 1912 aveva trovato il modo di misurare le distanze nell'universo! Bastava solo calibrare il metodo, trovare una luminosità assoluta di riferimento di una Cefeide, e grazie al collega Ejnar Hertzsprung (si quello del famoso diagramma) il gioco fu in breve reso possibile: gli astronomi avevano ora un metro per misurare le grandi distanze dell'universo!


Eh si, proprio in quegli anni era in corso il Grande Dibattito, e la disputa tra Shapley, Hubble e il mondo scientifico di allora, verteva sulla natura di certe nebulose: erano fuori o dentro la nostra via lattea? Ora grazie alla Leavitt bastava scoprire delle eventuali cefeidi in quelle nebulose, misurarne semplicemente il periodo e quindi da esso ricavarne la luminosità assoluta! Da questo valore era facile misurarne poi la distanza, con la luce delle stelle che varia con la regola dell'inverso del quadrato della loro distanza. Hubble tra il 1922 e il 1923 identificò le cefeidi nella nebulosa di Andromeda, che da quel momento divenne la galassia di Andromeda, dopo che ne fu compresa l'enorme distanza da noi, grazie proprio a Henrietta... Grazie a lei Hubble mise poi a punto la sua celebre costante, dimostrando l'espansione dell'universo.

Hubble riconobbe il grande lavoro della Leavitt e disse anche pubblicamente che essa avrebbe meritato il premio nobel, ma il destino crudele aveva già colpito inarrestabile: nel 1921 Harlow Shapley aveva assunto il posto di direttore dell'Osservatorio di Haward, e Henrietta fu messa a capo della sezione che si occupava di fotometria astronomica. Purtroppo la Leavitt si ammalò e morì di cancro proprio alla fine di quell'anno, ancora piuttosto giovane. In un certo senso come Goodricke, legato dallo stesso handicap uditivo, la Leavitt morì prematuramente, troppo in anticipo sulle potenzialità di scienziata che erano in lei, morendo a 53 anni. Ignaro della sua scomparsa, quattro anni dopo la sua morte, il matematico svedese Gösta Mittag-Leffler la propose proprio per il Premio Nobel. La nomination era dovuta alla sua formulazione della relazione periodo-luminosità delle Cefeidi. Tuttavia, poiché era già morta, la Leavitt non poté mai essere nominata... Alla sua memoria le sono stati dedicati un asteroide, il 5383 Leavitt e il cratere Leavitt sulla Luna. Di sicuro però rimane l'eterna gratitudine di noi appassionati di astronomia che grazie al suo lavoro abbiamo una cognizione più precisa di quanto sia grande e meraviglioso l'universo che ci circonda...
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mercoledì 1 luglio 2009

Il telescopio Herschel ci regala una splendida immagine di M51!

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L'Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha rilasciato una bellissima immagine della galassia a spirale M51, meglio conosciuta come la Galassia Vortice.
Si tratta di una composizione di immagini scattate dal telescopio spaziale europeo Herschel e del telescopio spaziale Hubble. Infatti l'immagine combina viste della galassia catturate nelle lunghezze d'onda dell'infrarosso e del visibile.

L'immagina è straordinaria e mette in evidenza le regioni polverose e gassose rgioni di M51, dove è in corso il processo di formazione stellare. Un bel biglietto da visita per il telescopio Herschel, la cui risoluzione migliora immagine dopo immagine!
Lanciato nello spazio il 14 maggio, Herschel è infatti ancora nella sua fase di avviamento. L'occhio del telescopio posside una sensibilità compresa tra lunghezza d'onda da 55 a 672 micron. Herschel è il più grande specchio per l'astronomia infrarossa mai lanciato nello spazio. La galassia Whirlpool (M51)si trova relativamente vicina, a circa 35 milioni di anni luce di distanza, e si osserva nella costellazione Canes Venatici, non distantedalla punta del timone dell'Orsa Maggiore.

Eventi del mese - Luglio 2009

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Questi i principali eventi astronomici del mese di luglio 2009.
Luna
7 luglio: Luna piena (ore 11e21 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 411.588 km
Dimensione apparente della Luna: 29'36"
15 luglio: ultimo quarto di Luna (ore 11e53 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 382.534 km
Dimensione apparente della Luna: 31'24"
22 luglio: Luna nuova (ore 04e34 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 358.885 km
28 luglio: primo quarto di Luna (ore 23e59 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 389.755 km
Dimensione apparente della Luna: 31'02"
Piogge meteoriche
28-29 luglio: Delta Acquaridi
Corpo progenitore: sconosciuto
Date attive: 15 luglio - 19 agosto
ZHR massimo: 16-20 meteore/ora
Illuminazione lunare: 41% con la Luna che sorge alle 13e41 e tramonta alle ore 23e37, mentre la costellazione sorge verso le 23.
Pianeti
Mercurio è poco visibile per tutto il mese. L’1 luglio sfiora M1 (la nebulosa del Granchio) e il 5 luglio M35, ma simili visioni sono quasi impossibili da cogliere perché il piccolo pianeta anticipa di poco il sorgere del Sole. Il 14 luglio si viene a trovare in congiunzione superiore, passando “dietro al Sole”, ricomparendo quindi alla sua sinistra e teoricamente osservabile ad ovest dopo il tramonto. In realtà anche a fine mese la distanza angolare Sole-Mercurio non supererà i 18 gradi, pochi per poterlo osservare anche con orizzonti decisamente liberi.
Venere è ancora visibile per tutto il mese come “stella del mattino. Pur avvicinandosi al Sole non è difficile osservarlo prima dell’alba ad est, almeno 20 gradi sopra l’orizzonte.
Marte si allontana lentamente da Venere; a fine mese anticipa di un’ora il sorgere del più luminoso compagno. Anche se il disco del pianeta rosso supera appena i 5 secondi d’arco, è facilmente rintracciabile ad occhio nudo con magnitudine +1 tra le Pleiadi e le Iadi.
Giove si muove di moto retrogrado (da est verso ovest), tornando verso la coda del Capricorno. Sorgendo già ad inizio mese prima della mezzanotte, domina incontrastato (magnitudine sempre superiore a -2,7) la seconda parte della notte, preparandosi al grandioso spettacolo d’agosto quando sarà all’opposizione il giorno prima di Ferragosto.
Saturno ha ormai dato il meglio di sé. E’ visibile sempre meno e sempre peggio, sempre più basso all’orizzonte dopo il tramonto del Sole.
Urano è visibile verso sud-est nella seconda parte della notte, nella costellazione dei Pesci al confine con l’Acquario; Nettuno per tutto il mese continua ad essere molto vicino al più luminoso Giove. Un’ottima occasione per osservare il più lontano dei pianeti del Sistema Solare, che appare come un piccolo disco azzurro in un telescopio amatoriale.
Altri fenomeni
4 luglio: Terra all’afelio
Il nostro pianeta si viene a trovare alla massima distanza dal Sole: 152.104.083.116 km.
7 luglio: eclisse di Luna non visibile dalla Romagna (vedere: http://eclipse.gsfc.nasa.gov/OH/OHfigures/OH2009-Fig04.pdf)
10 luglio: congiunzione stretta Giove-Nettuno; i due pianeti si vengono a trovare a poco più di mezzo grado di distanza; osservabili in un’unica inquadratura telescopica.
11 luglio: al quadretto della notte precedente si aggiunge la Luna (fase calante con un disco illuminato all’89%) che si trova poco più di 3 gradi a nord-est di Giove.
18 luglio: bellissima configurazione a est prima del sorgere del Sole; la Luna, che transita davanti alle Pleiadi, si viene a trovare 6 gradi sopra a Marte, mentre poco più lontano brillano la rossa Aldebaran, la fulgida Capella e un brillante Venere.
22 luglio: eclisse di Sole non visibile dalla Romagna (vedere: http://eclipse.gsfc.nasa.gov/OH/OHfigures/OH2009-Fig05.pdf e il post di Enrico http://antaresnotizie.blogspot.com/2009/06/eclissi-totale-di-sole-22-luglio-2009.html)
27 luglio: Venere transita a poco più di mezzo grado dal resto di supernova M1, meglio nota come nebulosa del Granchio.
Attività Antares
Sabato 11 luglio
Serata pubblica Osservatorio Monteromano
“Stelle e miti d’estate”

Sabato 25 luglio
Serata pubblica Osservatorio Monteromano
“Stelle di una notte di mezza estate"

By Daniela e Angelo