mercoledì 27 febbraio 2013

Cosa esplose sopra la Russia?

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Quando il Sole sorse sui monti Urali della Russia, venerdì 15 febbraio, molti residenti della vicina Chekyabinsk sapevano già che un sasso spaziale stava arrivando. Quello stesso giorno, più tardi, un asteroide chiamato 2012 DA14 sarebbe passato vicino alla Terra a sole 17'200 miglia [NdT: circa 28'000 km] sopra l'Indonesia. Non c'era pericolo di collisione, come assicurato al pubblico dalla NASA. 

Forse fu per questo che, quando il cielo del mattino fu illuminato da un secondo sole e un'onda d'urto frantumò le finestre in centinaia di edifici intorno a Chelyabinsk, solo alcune persone rialzandosi da terra avevano capito subito cosa fosse accaduto. Non era stato un incidente aereo o un attacco missilistico. 

"È stato l'impatto di una meteora - il più potente dall'evento di Tunguska del 1908" - dice Bill Coocke del NASA Meteoroid Environment Office. In una coincidenza che fa ancora scuotere le teste degli esperti NASA, un piccolo asteroide completamente scorrelato con 2012 DA 14 ha colpito la Terra poche ore prima dell'evento annunciato. L'impattore è sbucato fuori dal blu, letteralmente dalla direzione del Sole dove nessun telescopio poteva vederlo, e ha colto tutti di sorpresa. 

"Questi sono eventi rari ed è incredibile vederli accadere lo stesso giorno" - dice Paul Chodas del Programma NASA Near-Earth Object at JPL. I ricercatori hanno quindi elaborato un mosaico dell'accaduto. L'informazione più rilevante è venuta dalla rete di sensori infrasonici operata dal Comprehensive Test Ban Treaty Organization (CTBTO). Il loro scopo è monitorare le esplosioni nucleari. 

Gli infrasuoni sono un tipo di onda sonora a frequenza molto bassa che solo gli elefanti e pochi altri animali possono udire. Le meteore che entrano nell'atmosfera della Terra generano onde infrasoniche che si diffondono attraverso l'aria del nostro pianeta. Analizzando le registrazioni infrasoniche è possibile imparare quanto a lungo la meteora è stata nell'aria, in quale direzione si muoveva, e quanta energia ha rilasciato. 

Il segnale infrasonico della meteora Russa è stato tra i più intensi mai registrati dalla rete CTBTO [NdT: si può ascoltare l'infrasuono della meteora amplificato sul sito NASA Science News]. La stazione più lontana che ha registrato questo impercettibile suono era 15'000 km distante, in Antartide. 

Il professore di fisica del Western Ontario, Peter Brown, ha analizzato i dati: "L'asteroide aveva circa 17 metri di diametro e pesava approssimativamente 10'000 tonnellate", racconta. "Ha colpito l'atmosfera della Terra a 40'000 miglia all'ora [NdT: 64'000 km/h o 18 km/s] e si è frammentato a circa 12-15 miglia [NdT: 19-24 km] sopra la superficie della Terra. L'energia dell'esplosione risultante eccedeva i 470 kton di TNT". A titolo di confronto, le prime bombe atomiche produssero solo dai 15 ai 20 kton.

Sulla base della traiettoria del bolide, gli analisti hanno anche tracciato la sua orbita [NdT: orbita, dal sito NASA Science News]. "È venuto dalla fascia degli asteroidi, circa 2.5 volte più lontano dal Sole rispetto alla Terra", dice Cooke.

Comparando l'orbita della meteora Russa con quella di 2012 DA14, Cooke ha dimostrato che non c'è connessione tra le due. "Sono oggetti indipendenti", dice. "Il fatto che abbiano raggiunto la Terra lo stesso giorno, uno più vicino dell'altro, sembra essere una totale coincidenza".   
Le registrazioni infrasoniche hanno confermato che la meteora è entrata in atmosfera con un angolo basso di circa 20 gradi ed è durata circa 30 secondi prima di esplodere. Lo scoppio fragoroso, che è stato udito e sentito a centinaia di miglia, ha segnato l'inizio di una caccia al tesoro scientifica. Migliaia di frammenti della meteora sono ora sparsi lungo la campagna degli Urali, e una piccola frazione è già stata recuperata. 

I resoconti preliminari comunicati attraverso i media, suggeriscono che l'asteroide era composto principalmente di pietra con un po' di ferro - "in altre parole, un tipico asteroide da oltre l'orbita di Marte" dice Cooke. "Ce ne sono milioni come questo". 

E c'è qualcosa su cui riflettere, mentre raccolta in Chelyabinsk continua. 

Tony Phillips

mercoledì 20 febbraio 2013

L'esplosione in atmosfera di Čeljabinsk del 15 Febbraio 2013

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Da un video su Youtube.
Ringrazio Roberto per i complimenti scritti nel suo post di ieri. In effetti, l'inondazione di notizie che ha seguito l'evento è stata abbastanza confusionaria e dati scientifici utili sono ancora scarsi o non pubblici. Comunque, la ricchezza di video diffusi via internet rende possibile fare qualche considerazione. La cosa che colpisce maggiormente è l'onda d'urto che arriva a terra, frammenta le finestre, sbatte a terra le persone, ma non demolisce gli edifici. Questo è un dato importante. Rammentiamo sicuramente il bolide di Lugo del 19 gennaio 1993, che rilasciò un'energia pari a 14 kton a 30 km di altitudine. L'onda d'urto fu rilevata da alcune stazioni sismografiche al suolo, ma non causò danni agli edifici. Quindi, l'evento di Čeljabinsk ha un'energia maggiore. Rammentiamo l'evento Tunguska del 30 giugno 1908 (vedi anche qui), in cui l'energia dell'esplosione fu di 12.5 Mton a 8.5 km di altezza e devastò un'area di oltre 2150 km2. Anche qui, dal confronto con l'evento di Čeljabinsk capiamo che quest'ultimo deve essere stato meno energetico rispetto a Tunguska. 

Piccola nota: è bene rammentare sempre che le esplosioni in atmosfera di piccoli asteroidi non sono né chimiche né nucleari. Questi corpi viaggiano a velocità geocentriche di decine di km/s e si frammentano generalmente in una variazione di altitudine di pochi km. Data la velocità del corpo, questa frammentazione avviene quindi in meno di un secondo e ci appare come un'esplosione. In realtà, il termine corretto è frammentazione esplosiva.

Un'informazione utile potrebbe venire dai video in cui si vede che durante la frammentazione esplosiva la luminosità è diventata comparabile, forse leggermente inferiore, a quella del Sole. In alcuni casi, le telecamere sono state prossime a saturazione. Sapere le caratteristiche tecniche delle telecamere potrebbe fornire utili informazioni sulla luminosità necessaria per saturarle e quindi dare una stima della potenza dell'evento. Le ultime notizie della NASA indicavano un'energia rilasciata di 500 kton, ma senza fornire dettagli su come è stata fatta la misura. Si dice che è stata usata una rete per il rilevamento infrasonico (parolone per dire che misurano onde d'urto in atmosfera) in Alaska. Se i sensori erano tutti localizzati in Alaska o Canada, ci possono essere grossi errori dovuti alla distanza (oltre 6500 km, come scrive lo stesso comunicato NASA) e dal fatto che sono localizzati tutti dalla stessa parte rispetto all'evento. In questo caso, sarebbe utile trovare dati da sensori a Ovest dell'evento per potere avere una stima migliore dell'energia e del luogo. Se i sensori sono tutti localizzati in una certa direzione rispetto all'evento, gli errori possono essere considerevoli.

Avere una localizzazione del luogo con sufficiente precisione sarebbe molto importante per stimare poi l'altezza di esplosione. Comunque, per un'altra stima dell'energia dell'evento possiamo partire dal fatto che l'onda d'urto ha distrutto i vetri. Per quanto la sovrapressione necessaria a rompere un vetro dipenda dal tipo di vetro, si può assumere un valore di partenza di circa 1 kPa come valore minimo necessario. Dagli studi sugli effetti delle esplosioni atomiche, si conoscono le leggi di scala che regolano le esplosioni di grande potenza. Una sovrapressione di 1 kPa viene generata da un'esplosione di 1 kton a circa 4.6 km di distanza (sottolineo distanza, quindi altezza più distanza al suolo). A questo punto, abbiamo bisogno di stimare l'altezza dell'esplosione per stimare l'energia con leggi di scala. William Cooke (NASA) ha rilasciato un primo calcolo dell'orbita in cui si riporta una velocità geocentrica di 18 km/s (che useremo dopo) e un'altezza tra i 15 e 25 km. Non è chiara la posizione degli edifici con vetri rotti rispetto alle coordinate dell'esplosione. Dai video sembra che l'asteroide sia passato sopra la città di Čeljabinsk e che l'abbia superata. Il lago Čebarkul, dove hanno ritrovato dei frammenti, dista un'ottantina di km da Čeljabinsk. Cooke indica un'angolo di entrata di meno di 20°, per cui l'altezza dell'asteroide quando è passato su Čeljabinsk doveva essere sui 30 km (vedi anche qui). Per cui, ipotizziamo una distanza complessiva degli edifici con i vetri rotti e il luogo della frammentazione esplosiva sui 20-30 km. Secondo le leggi di scala, l'energia doveva essere quindi tra gli 80 e i 280 kton. Per contro, se teniamo buona la stima della NASA di 500 kton, risulta una distanza di 36 km, che è ancora accettabile. 

Ora che abbiamo l'energia e la velocità (18 km/s, come suggerito dai calcoli orbitali di Cooke), è possibile stimare la massa, che risulta essere tra 2000 e 7000 tonnellate (13000 ton se usiamo la stima NASA di 500 kton). Data l'altezza di esplosione è ragionevole pensare a un piccolo asteroide pietroso, come peraltro confermato dai primi ritrovamenti di frammenti di condrite ordinaria. Considerando quindi una densità di 3500 kg/m3, tipica per questo materiale, si ottiene un diametro del corpo originario di circa 10-15 m (19 m con la stima NASA di 500 kton). Corpi di queste dimensioni colpiscono la Terra mediamente una volta ogni dieci anni o meno, come suggeriscono Peter Brown et al. (2002).

Qualche considerazione finale di carattere generale: come ha già scritto Roberto, questo evento cambierà la percezione di questo genere di rischio. Si spera quindi che vengano rifinanziati e potenziati i programmi di ricerca e monitoraggio di asteroidi e comete, si spera che riprenda vigore la ricerca spaziale perché se un giorno avremo bisogno di deflettere un asteroide in rotta di collisione non potremo farlo da Terra. Una cosa si può fare subito: iniziare a istruire le persone su cosa fare in casi di questo genere. Dai video si vedono persone che corrono alla finestra, attirate dalla luce abbagliante dell'esplosione e rimangono affacciate. Quando arriva l'onda d'urto sono investite in pieno dallo spostamento d'aria e dai frammenti dei vetri rotti delle finestre. Bisogna quindi iniziare a dire che dopo il lampo dell'esplosione ci sono un paio di minuti prima che arrivi al suolo l'onda d'urto. Per cui, dopo aver ammirato la luce, è bene riprendersi dalla sorpresa e cercare un riparo. Se dopo diversi minuti non è successo niente, si possono riprendere le attività normali.

Video compilation filmati YOUTUBE del FIREBALL

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Vi segnalo la compilation di video che è apparsa su youtube da visionare a valutare. Vi sono parecchie inedite o quanto meno "poco visti" finora ed alcuni abbastanza inquietanti.

I commenti li faremo a breve.


martedì 19 febbraio 2013

Potente brillamento solare del 17 febbraio

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M-CLASS SOLAR FLARE : il 17 febbraio, la nuova macchia solare AR1675 ha scatenato il brillamento più intenso dell'anno finora registrato ovvero un classe M1.9. Il NASA Solar Dynamics Observatory catturato un doppio lampo di radiazione UV estrema provenire dal punto dell'esplosione come si vede nelle immagini.




Immagini del coronografo della sonda/osservatorio SOHO e delle sonde gemelle "STEREO" mostrano che questa esplosione non ha prodotto una espulsione di massa coronale (CME). Tuttavia, ci sono stati alcuni effetti diretti verso la Terra come ad esempio i raggi UV del brillamento che hanno prodotto un'ondata di ionizzazione nell'atmosfera superiore della Terra. Ascoltatori radio in Europa e Nord America hanno rilevato il disturbo improvviso nella zona ionosferica.


BUCHI CORONALI al 19/02/2013 

L'immagine a fianco vi mostra i due buchi coronali attualmente presenti sulla nostra stella.

Uno sguardo burlesco potrebbe mostrarvi un "viso polifemico" dotato di baffetti oppure altre bizzarre forme che la fantasia può associare liberamente ! :-D

Sbizzarritevi :-)

The Fireball : evento epocale in Russia

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"The Fireball" ovvero "Il Bolide" per autonomasia, con le iniziali maiuscole. 

L'evento meteorico del 15 Febbraio 2013 è divenuto epocale. 

Lo si è capito fin dai primi istanti vedendo quelle immagini inequivocabili, nitide, precise, assolutamente inedite e che mai fino ad ora era stato dato di ottenere in così grande quantità, qualità e ricchezza di visuali contemporanee. La quantità soprattutto del materiale che documenta l'evento ci ha lasciati stupiti e in parte confusi nel vagliare e valutare quello migliore e più utile alle indagini poichè nulla va cestinato in questi casi ed ancora oggi continuano ad emergere nuovi video.

Abbiamo voluto aspettare e ponderare l'evento dato che la risonanza sui mass media era già adeguatamente ridondante. A noi invece piace approfondire quindi ci riserviamo di farlo ora.

Un'evento che ha dato dimostrazione lampante, è il caso di dirlo, di quanto si va denunciando da almeno 15 anni con maggior vigore anche se la dovuta attenzione non era stata finora ottenuta da chi di dovere.

Ora la pioggia di meteoriti su una zona popolosa, con grandi danni a cose e persone cambia le carte in tavola in modo perentorio.

Se così non sarà dovremo tacciare quanto meno di IPOCRISIA tutti coloro che attualmente stanno diramando comunicati e progetti volti a tranquillizzare la popolazione mondiale in merito a questa problematica.

Va detto che non esiste un'urgenza o un pericolo imminente e incombente. Non esiste ora perchè è sempre esistito indipendentemente dal fatto che lo si volesse ignorare. 

Mentre in passato si sottovalutava la problematica, si è passati negli ultimi decenni ad un cauto allarmismo ovviamente sfruttato dal mondo del cinema catastrofistico all'occasione. Qualche effetto positivo è derivato e sono stati attivati sistemi di monitoraggio intensivo del cielo con lo scopo di identificare e catalogare tutto il possibile, tutti gli oggetti spaziali di cui brulica specialmente il sistema solare interno alla fascia di Giove per effetto dell'attrazione della stella Sole nonostante l'azione "preventiva" di spazzino già svolta dal gigante gassoso.

Il caso ha voluto che la sera del 15 febbraio fosse già in programma proprio una conferenza pubblica del ns. socio e radattore Dr. LUIGI FOSCHINI sull'argomento COMETE ed ASTEROIDI e questo ci ha permesso di condividere con il pubblico la freschezza dell'evento e le prime analisi fatte da un ricercatore esperto che ha potuto quindi offrire ottimi spunti di riflessione oltre ad informazioni scientificamente validate.

Restate sintonizzati sul nostro blog e partecipate alle nostre iniziative ed incontri poichè questo è solo il primo intervento sull'argomento e ce ne sarà di che scriverne !

martedì 12 febbraio 2013

Asteroidi e Comete : conferenza del Dr.LUIGI FOSCHINI

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Venerdì 15 febbraio 2013
alle ore 20.30
presso la
Sala riunioni della 
Fondazione
Cassa di Risparmio e Banca del Monte
a Lugo
in via Manfredi 10

il Dott.Luigi Foschini
ricercatore presso
l'Osservatorio Astrofisico di Brera

ci illustrerà

ASTEROIDI E COMETE:
DALLE STELLE CADENTI
ALL'ESTINZIONE DEI DINOSAURI

sabato 9 febbraio 2013

“Aurora Polare” di Mirco Villa

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Aurora boreale e australe. 
Un’esperienza straordinaria. 

Su iBookstore da oggi è disponibile il mio ultimo libro in versione originale inglese e anche in versione italiana. Un meraviglioso viaggio fotografico per scoprire questa meraviglia della natura. Tantissime informazioni soprattutto pratiche su dove osservarla, come fotografarla, e tanto altro.
Se vuoi più informazioni

venerdì 8 febbraio 2013

Sole irrequieto, pennacchi di plasma "nero"

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Attività Solare : espulsione di massa coronale del 31/01/2013



In questo periodo il Sole mostra la sua attività evidenziando buchi coronali ed emettendo espulsioni massa coronale. 



NERA SPIRALE: dalla macchia solare AR1667 sono iniziate attività intense il 6 febbraio che hanno prodotto un doppio brillamento di classe C9  che è durato più di dieci ore dall'inizio alla fine. L'esplosione ha scagliato  nello spazio un pennacchio di plasma "nero" in lenta torsione.
NASA Solar Dynamics Observatory ha registrato la spirale come vedete nel video.

L'oscurità della materia è un segno che il plasma era relativamente denso e con temperatura inferiore a quella che che circonda il Sole. Questa non è la prima volta che il Sole produce un'esplosione "scura". Dal lancio del Solar Dynamics Observatory, nel 2010, i ricercatori hanno catalogato molti casi di plasma "freddo" che emerge dai brillamenti. "Cool" ha un significato speciale, tuttavia, sul Sole. La temperatura delle macchie è infatti "solo" di circa 20.000 K contro quelle dai 40.000 fino a 1.000.000 K per i gas nell'atmosfera circostante.

Nelle sue fasi di evoluzione, la macchia solare AR1667 probabilmente non scoppiare di nuovo. Le previsioni NOAA inseriscono tra le probabilità un 10% o meno di nuove esplosioni.

Aurore Boreali a Lugo : Stasera !

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Questa sera, consueto appuntamento al LICEO DI LUGO con le SERANTARES del Gruppo Astrofili Antares !

Il nostro ENRICO MONTANARI, direttore dell'osservatorio astronomico di Monteromano, ci mostrerà i risultati della sua spedizione al circolo polare a caccia di Aurore Boreali ! 

 Le immagini proiettate su grande schermo nella rinnovata aula magna del LICEO di LUGO saranno mozzafiato. 

 Partecipate numerosi!

Venerdì 8 febbraio 2013
alle ore 20.45

IN NORVEGIA
PER
L'AURORA BOREALE

martedì 5 febbraio 2013

Ad un pelo dall'Asteroide (aggiornamento)

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Vi segnaliamo questo video-NASA in merito alla news già anticipata nei giorni scorsi :

 


venerdì 1 febbraio 2013

Eventi astronomici del mese - Febbraio 2013

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Questi i principali eventi astronomici del mese di febbraio 2013.
Luna
3 febbraio: ultimo quarto di Luna (ore 14e59 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 376˙683 km
10 febbraio: Luna nuova (ore 08e22 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 368˙798 km
17 febbraio: primo quarto di Luna (ore 21e33 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 398˙999 km
25 febbraio: Luna piena (ore 21e28 tempo locale)
Distanza Terra-Luna: 382˙201 km
Piogge meteoriche
Nessuna di particolare rilevanza.
Pianeti
Mercurio è visibile al tramonto fin quasi alla fine del mese, verso ovest-sudovest, in una delle migliori apparizioni serali dell’anno. Il 16 febbraio è alla massima elongazione orientale (distanza dal Sole di 18°).
Venere è visibile all’alba verso sudest, per i primi giorni del mese, anche se con grande difficoltà; poi scompare tra le luci dell’aurora.
Marte è visibile al tramonto, verso sudovest, nella costellazione dell’Acquario, in lento avvicinamento al Sole. E’ protagonista di una doppia congiunzione con Mercurio, che apparentemente prima si allontana dalla nostra stella per poi avvicinarsi.
Giove è visibile per buona parte della notte nella costellazione del Toro, tra Aldebaran e le Pleiadi. A fine mese culmina passando al meridiano quando il Sole tramonta.
Saturno è visibile nella seconda parte della notte nella costellazione della Bilancia. Il 19 febbraio il gigante inanellato è stazionario prima di assumere un moto retrogrado (da est verso ovest). L’opposizione di fine aprile si sta avvicinando.
Urano è rintracciabile dopo il tramonto, sotto la testa occidentale dei Pesci, ma la sua visibilità va via via riducendosi.
Nettuno è in congiunzione superiore con il Sole il 21 febbraio per cui è inosservabile per tutto il mese.
Altri fenomeni e configurazioni
3 febbraio: congiunzione Luna-Saturno. Una Luna calante (fase al 55%) sorge con il Signore degli Anelli, verso sud-sudest, tra le costellazioni della Vergine e della Bilancia.
4 febbraio: congiunzione Marte-Nettuno. Il pianeta rosso avvicina a meno di mezzo grado il più distante tra i pianeti del Sistema Solare, al tramonto del Sole tra ovest e sudovest.
8 febbraio: congiunzione Mercurio-Marte. Il piccolo e veloce pianeta interno avvicina ad appena 15 minuti d’arco il pianeta rosso, al tramonto del Sole tra ovest e sudovest. Servono orizzonti puliti e liberi.
9 febbraio: congiunzione Luna-Venere. Una sottilissima falce lunare calante (fase all’1%) sovrasta di 5 gradi il più luminoso tra i pianeti. Entrambi gli oggetti sono bassi sull’orizzonte e immersi nelle prime luci dell’alba; configurazione assai difficile da osservare.
11 febbraio: congiunzione Luna-Mercurio-Marte. Il nostro satellite naturale (fase crescente all’1%) fa compagnia al pianeta rosso (magnitudine +1,2) e a Mercurio (magnitudine -0,90). Anche in questo caso occorrono orizzonti liberi.
18 febbraio: congiunzione Luna-Giove. Il nostro satellite naturale (fase crescente al 58%) fa compagnia al gigante del Sistema Solare (magnitudine -2,4). Pleiadi, verso ovest, e Aldebaran, verso est, fanno da cornice alla luminosa configurazione.
26 febbraio: congiunzione Mercurio-Marte. Il piccolo e veloce pianeta interno avvicina nuovamente il pianeta rosso, al tramonto del Sole tra ovest e sudovest. Servono orizzonti puliti e liberi.
Attività Antares
Venerdì 8 febbraio
SerAntares al Liceo Scientifico di Lugo
"In Norvegia per l’Aurora Boreale"
Conferenza di Enrico Montanari
Seguirà locandina
By Daniela e Angelo